Quanto siamo disposti a pagare per uno stand?

Il vice presidente esecutivo di Reed Exhibitions per il Nord America ha annunciato durante l’ultimo Exhibition and Convention Executives Forum di Washington un cambio radicale delle politiche di pricing nel mercato statunitense: il prezzo degli stand sarà funzione di una serie di variabili quali la posizione dello stand, le caratteristiche, il tempo.

L’elemento chiave attorno a cui ruota il nuovo modello è la consapevolezza che il prezzo che siamo disposti a pagare è funzione del valore che attribuiamo ad un prodotto: alcuni espositori vorranno essere al centro dei padiglioni, altri preferiranno posizionarsi accanto alle aree ristoro (o altri poli di attrazione, magari altri espositori…), alcuni vorranno risparmiare prenotando in anticipo, altri sceglieranno di affittare grandi spazi. Secondo quanto riporta Reed i risultati sono positivi: fedeltà dei clienti e ricavi sono cresciuti e la soddisfazione degli espositori è migliorata.

Questa strategia si colloca in un contesto di ripensamento dell’approccio fieristico tradizionale, come testimoniano esperti del settore e il recente UFI European Seminar di Amburgo, incentrato sui cambiamenti delle aspettative dei clienti. Se altri settori hanno giocato sulla leva del prezzo connesso al valore percepito, anche il settore fieristico evolverà verso una definizione non standard del prezzo al metro quadro? Quali saranno le implicazioni?

 

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