Articoli gratuiti e festival a pagamento

L’online ha sparigliato le carte in molti settori, non ultimo quello dell’editoria. Le strategie di risposta sono state le più varie: il Guardian, uno dei più autorevoli quotidiani britannici, ha scelto di puntare sui contenuti interamente gratuiti del sito. In questo modo il quotidiano è diventato il secondo più letto online, il quinto al mondo (un terzo dei lettori è negli Stati Uniti), ma ha perso posizione nelle vendite cartacee e quindi negli incassi.

In un bell’articolo su Intelligent Life ripreso da Internazionale il direttore Alan Rusbridger racconta le ragioni che stanno dietro questa decisione: parla di giornalismo aperto e di condivisione e di come stiano pensando anche a fonti di reddito alternative.

Insomma sembra che il Guardian abbracci una filosofia che lo rende non solo editore di un quotidiano ma anche motore di una comunità e cosa c’è di meglio di un bel momento di incontro per rafforzare i legami di una comunità?

Così è nato il Guardian Open Weekend: si sono aperte le porte della redazione per 2 giorni di dibattiti con romanzieri, politici, musicisti, filosofi e calciatori. Ah, il festival era a pagamento: 40 sterline la domenica e 60 per l’intero weekend e ha attirato 5.000 lettori!

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