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Gli organizzatori di Big Telecom Event, una fiera  tenutasi a giugno a Chicago, risponderebbero di si: può esistere una fiera senza l’idea tradizionale di espositore e di stand. Tutto sta nel vedere le cose da un’altra prospettiva, che poi è quella del visitatore.

I visitatori non erano interessati alle dimensioni degli stand, quello che volevano era conoscere approfonditamente i prodotti, parlare con personale qualificato e, soprattutto, sperimentare. Gli organizzatori allora hanno iniziato a ragionare su un layout diverso dal solito, una Innovation Zone, suddivisa per macro-temi, al cui interno ciascuna azienda era presente con uno spazio chiavi in mano, come vedete nella piantina. E poi ampio spazio ad aree per il networking e per i convegni.

Proporre la nuova soluzione ai visitatori è stato semplice, un po’ meno agli espositori, per i quali il processo di vendita è stato più lungo proprio perché andavano spiegate le novità e i benefici che avrebbero generato.

Risultato? La fiera è andata tanto bene che l’anno prossimo la fiera triplicherà lo spazio necessario e traslocherà dallo Sheraton al McCormick Place, il quartiere fieristico di Chicago.

Certo, il settore delle telecomunicazioni si presta a soluzioni alternative alla maglia espositiva classica e non per tutti i settori vale la stessa regola, ma questa notizia genera un paio di riflessioni: il confine tra fiera e convegno è molto labile, come veniva sottolineato anche ai Seminari UFI di San Pietroburgo; inoltre diffondere l’innovazione richiede una buona dose di energia!

Eurovegas non si farà. Venerdì Las Vegas Sands, la società del magnate Sheldon Adelson, ha annunciato di avere rinunciato al progetto di costruzione di un mega resort alle porte di Madrid (30 miliardi di dollari!) che avrebbe integrato hotel, centro congressi, spazi commerciali e per l’intrattenimento e casinò. Si trattava del primo passo nel mercato europeo della società, molto forte negli Stati Uniti e con una crescente presenza in Asia.

L’anno scorso avevamo dato la notizia del progetto: la società chiedeva benefici fiscali e la possibilità di fumare all’interno della struttura.  Pare che la mancata concessione di queste agevolazioni abbia spinto Sheldon Adelson a rinunciare al progetto e a concentrarsi sul mercato asiatico. O forse la scelta è stata presa perché non si sono trovate fonti di finanziamento? All’annuncio era stato dichairato che Las Vegas Sands avrebbe coperto solo il 35% degli investimenti…..

 

 

Buone notizie per i congressi associativi: secondo un sondaggio condotto da ICCA, l’associazione rappresentativa del settore, e da IMEX, una delle più importanti fiere al mondo per il turismo d’affari, il segmento dei congressi associativi si conferma quello con le migliori capacità di recupero della meeting industry.

Il 32% di chi ha risposto al sondaggio (associazioni presenti a IMEX) nel 2013 ha registrato una crescita del numero di partecipanti ai congressi organizzati rispetto al passato. Sebbene l’impatto della crisi economica si sia fatto sentire (il 57% ha detto di averne risentito), c’è una tendenza positiva dato che questa percentuale è minore rispetto al passato (nel 2012 il 60% aveva risposto di avere risentito della crisi).

Le previsioni per il 2014 sono confortanti: circa il 30% delle associazioni intervistate organizzerà più congressi rispetto al 2013 (nel 2012 la quota era del 22%) e solo il 7% prevede di organizzarne di meno (l’anno scorso era l’11%). Positive anche le previsioni sul numero si partecipanti, stimati in crescita da poco meno del 50% delle associazioni.

 

 

Domani sera una Cometa solcherà il cielo di Milano: durante una cerimonia aperta a tutti i milanesi, infatti, verrà illuminata la copertura del MiCO – Milano Congressi, disegnata da Mario Bellini.

Appuntamento alle 17.30 per una visita agli spazi del Centro Congressi, che ospiterà una galleria di immagini storiche del quartiere fieristico e opere dell’associazione Amici di Miart. Alle 18.30 la Cometa verrà illuminata e alle 19.30 l’auditorium ospiterà il concerto dell’Orchestra Verdi.

Un’occasione per godersi uno spettacolo suggestivo in una cornice originale e per visitare uno dei nuovi punti di riferimento di Milano!

Per saperne di più potete visitare il sito di Fondazione Fiera Milano

Ora è ufficiale, dopo che Barcellona e Madrid si sono sfidate per ospitare il primo progetto di Las Vegas Sands in Europa, il 7 settembre la società proprietaria di casinò e resort negli Stati Uniti e in Asia (Singapore e Macao), ha scelto Madrid come sede del mega progetto Eurovegas.

A regime il progetto, che verà sviluppato nell’arco di 10 anni, comprenderà 6 casinò, 12 hotel per un totale di 36.000 camere, 3 campi da golf, negozi, bar, ristoranti…e un centro congressi, come avviene già nelle altre strutture di proprietà.

Sheldon Adelson, presidente e amministratore delegato della società, ha detto che vuole che cambi la legislazione in modo da consentire di fumare all’interno del casinò e inoltre ha dichiarato che la cifra complessiva di realizzazione del progetto sarà pari a 22 miliardi di dollari, ma Las Vegas Sands coprirà solo il 35%. Non sarà semplice soddisfare le richieste di Adelson e soprattutto coprire il restante 65% dell’investimento: gli analisti sostengono che dovrà ricorrere a un gruppo di fondi di venture capital stranieri.

Intanto pare che Barcellona non stia a guardare: ha annunciato un nuovo progetto (Barcelona World) che comprenderà un casinò, 20.000 camere d’albergo, negozi, un teatro e uffici. Però il finanziamento per il progetto non è stato ancora siglato.

Ieri si è svolta al MiCo una tavola rotonda organizzata da Fiera Milano Congressi e dal Comitato Italiano di ICCA (l’associazione che raccoglie i protagonisti della filiera congressuale di tutto il mondo). L’incontro era intitolato “Il congressuale internazionale, molto più di un settore dell’industria del turismo, ma vero motore per l’economia nazionale: case history dei membri ICCA”.

Il denominatore comune delle esperienze raccontate è la convinzione che i congressi troppo spesso siano considerati solo un veicolo per generare flussi turistici, mentre in realtà c’è molto di più: lo sviluppo di conoscenza generato dall’interazione tra le competenze dei singoli. Insomma, un congresso itinerante va dove esiste un mercato, rappresentato dagli esperti di un settore, da centri di ricerca, ospedali e università, da una domanda per una soluzione a problemi che affliggono una comunità. Di questo sono consapevoli ad esempio a Singapore, dove l’ente del turismo si è posto degli obiettivi di sviluppo lungo più traiettorie, integrati in una visione strategica a lungo termine.

Se non si tiene in considerazione questo aspetto si rischia di fare la fine della città spagnola in cui è stato costruito un centro congressi da 1.700 posti avendo solo 100 camere d’albergo a disposizione e, come ha efficacemente sintetizzato l’amministratore delegato di ICCA, Martin Sirk, di fare del marketing della scatola vuota, privilegiando il contenitore ma scordandosi il contenuto.