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Le fiere servono agli espositori a raggiungere molti obiettivi: vendere, incontrare clienti attuali e potenziali, ottenere visibilità, entrare in nuovi mercati, testare i prodotti e le campagne di marketing per capire la reazione dei visitatori.

Cosa succede se un’intera fiera è usata per testare le reazioni dei visitatori? I fondatori di Zalando hanno definito Bread&Butter un testing ground e stanno usando questo laboratorio per osservare l’interazione tra i brand e i consumatori finali nel mondo reale, sperimentare e rendere gli store fisici dei brand partner più esperienziali, creare contenuti che vengono trasmessi sulla piattaforma web di Zalando (la fiera ha avuto 20.000 visitatori a Berlino e 6 milioni di visualizzazioni sul web).

Le fiere garantiscono quell’esperienza e quell’interazione che il web non può offrire, e per questo uno dei maggiori player mondiali dell’e-commerce ha scelto di acquistarne una. Certo che il nuovo modo di “fare fiere” di Zalando può sembrare destabilizzante: ad esempio misura il successo di Bread & Butter non in termini di vendite (di prodotti o di spazi), ma di reach e impression, che sono parametri di digital marketing puro. Inoltre Zalando vuole connettere (nel mondo fisico e in quello digitale) l’intero sistema moda e ha gli strumenti per farlo o li sta sviluppando: penso ai Partner Programme per i grandi brand o ai progetti pilota per coinvolgere i negozi fisici nella consegna degli ordini. Che effetti avrà sul sistema fieristico questo cambio di prospettive?

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Se vi proponessero uno stand preallestito che richiama la forma del nido d’ape, con pareti basse e quasi completamente aperto sulla corsia, cosa direste? Agli espositori di ISPO, la fiera di abbigliamento e attrezzature per lo sport è stata presentata questa soluzione per la prossima edizione della fiera, in programma a febbraio a Monaco.

L’idea è quella di mettere al centro il prodotto, e non il modo in cui viene presentato, come ha commentato il direttore della manifestazione Markus Hefter. La ridefinizione del concept espositivo si accompagna a un ripensamento del programma della fiera, con momenti “after work” come concerti o presentazioni ospitati nelle corsie della fiera.

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Alla base del progetto, come citato nel comunicato stampa,  c’è la volontà di soddisfare le esigenze degli espositori, che chiedono flessibilità, attenzione al ROI (quindi costi contenuti), uniformità, ma spirito di apertura.

Per leggere la notizia sul sito di ISPO cliccate qui

 

 

E’ un dato di fatto: in Italia il 79% di chi usa internet lo fa tutti i giorni e passa mediamente 4 ore al giorno navigando con pc e tablet e 2 ore e 10 minuti con smartphone; il tempo che passiamo sui social quotidianamente è poco meno di 2 ore in media e per contro dedichiamo poco meno di 2 ore e mezza al giorno a guardare la televisione.

Questi numeri descrivono una realtà con cui inevitabilmente il settore fieristico deve fare i conti: il digitale non è in grado di sostituire il momento fieristico, ma offre nuove opportunità di comunicazione, integra l’offerta di servizi e può rappresentare nuove opportunità di business. Oltre a “mettere sotto pressione” gli organizzatori perché le soluzioni sembrano in grado di garantire una migliore misurazione dei ritorni sugli investimenti.

Organizzatori e quartieri fieristici che hanno partecipato al Global Exhibition Barometer UFI (The Global Association of the Exhibition Industry) considerano l’impatto della digitalizzazione un tema molto rilevante, soprattutto con riferimento alla risposta ai bisogni digitali dei clienti e all’offerta di nuovi prodotti digitali. Nella realtà però si sta facendo ancora molto poco se, come sottolinea il report AMR, in media solo il 2% del fatturato degli organizzatori di fiere in tutto il mondo proviene dall’offerta di soluzioni e prodotti digitali.

Per cercare di capire come si sta muovendo un player di rilievo del settore fieristico non perdete quindi il prossimo appuntamento di Exhibitionist: mercoledì 21 settembre ospiteremo Stephan Peyer, direttore sviluppo di MCH Group, che comprende le fiere di Basilea, Zurigo e Losanna e diverse aziende che offrono “Live Marketing Solutions”. Con lui parleremo del “Potere delle fiere nell’era digitale”: ci faremo guidare lungo il customer journey dei clienti e scopriremo nuovi sistemi ibridi che combinano live e digitale. Un esempio? E’ di poche settimane fa la notizia dell’acquisizione da parte di MCH Group della piattaforma online Curiator, con l’obiettivo di accrescere la posizione di MCH Group, organizzatore di Art Basel, nel mercato globale dell’arte.

Vi aspettiamo, il 21 settembre, alle 19, a Palazzo Giureconsulti a Milano; la partecipazione a Exhibitionist è gratuita ma prima dovete registrarvi cliccando qui

 

 

 

Mercoledì 6 luglio all’hotel Hilton a Milano si tiene l’Exhibition Forum & Training, un’ottima occasione di confronto, condivisione e accrescimento del proprio bagaglio di conoscenze sul settore fieristico. La giornata si articolerà tra sessioni plenarie e parallele: in tutte ci saranno discussant provenienti dal mondo fieristico chiamati a confrontarsi sui diversi temi, da quelli più strategici a quelli più operativi.

La sessione di apertura inizia con l’intervento della Professoressa Francesca Golfetto del CERMES Bocconi sul “Sistema fieristico italiano nel contesto internazionale”, mentre l’altro momento di confronto plenario è in programma nel pomeriggio ed è dedicato alla “Conoscenza del cliente come chiave strategica di successo”.

Le altre sessioni, in parallelo, consentono di scegliere tra operations, marketing, informazione e formazione: si va dalla centralità delle risorse umane al rapporto tra fiere online e offline, dal project management alla definizione dei layout, dalla fidelizzazione di espositori e visitatori alla comunicazione dei dati.

Questo è l’ultimo giorno utile per la registrazione! Per iscrivervi cliccate qui

No, non si tratta di un errore: on-live è la sintesi della tendenza in atto che vede l’unione delle esperienze live e della comunicazione online con l’obiettivo di amplificare i risultati e generare un coinvolgimento in grado di superare i limiti di spazio e di tempo tipici del Face 2 Face.

Il termine è usato da Kim Myhre, direttore generale di FreemanXP EMEA, per commentare i risultati di un indagine condotta da IPA (associazione anglosassone dei pubblicitari) sull’evoluzione dei budget di marketing: nel primo trimestre 2016 i budget crescono in media del 3%, ma l’aumento arriva sopratutto da internet (+9,8%) e dagli eventi (+6,3%), mentre le altre voci sono riviste al ribasso.

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UK  Marketing budget I° trim 2016, IPA Bellwether Report

Anche Eddie Newquist, protagonista dell’ultimo appuntamento di Exhibitionist, ha parlato di commistione tra live e online, citando anche i millenials: le esperienze e il live engagement formano l’identità e creano ricordi, che sono poi condivisi attraverso i social. Insomma gli smartphone sono solo degli strumenti e le interazioni digitali non sono poi così speciali, sono ordinarie; quello che conta è creare esperienze straordinarie. Trovate questa parte del suo intervento e gli altri estratti video della presentazione sul sito Exhibitionist.

In tutto il mondo l’8 giugno 2016 si celebrerà il primo Global Exhibition Day, una giornata pensata per sottolineare i benefici che le fiere generano per l’economia e per far luce sulle opportunità di carriera di un settore internazionale e dinamico.

L’associazione mondiale UFI e la statunitense IAEE, International Association of Exhibitions and Events, promotori dell’iniziativa, puntano a comunicare il valore che le fiere generano per lo sviluppo del commercio, dell’internazionalizzazione e dei processi innovativi e a celebrare le persone che lavorano nel settore.

Le due associazioni promotrici e le molte associazioni nazionali coinvolte, tra cui anche le italiane AEFI e CFI, stanno pensando a una serie di iniziative, ma intanto potete iniziare a mostrare il vostro sostegno all’iniziativa scattandovi un selfie con il logo e postando la foto sulla pagina facebook creata da UFI per Global Exhibitions Day

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Continuiamo a credere nelle potenzialità del face to face, nelle relazioni nate da una stretta di mano, nella concretezza degli spazi espositivi. Siamo quindi molto contenti di segnalare l’iniziativa di un organizzatore che premia la bellezza e la funzionalità delle vetrine dentro cui i prodotti presenti in fiera vengono esaltati e le interazioni tra persone prendono forma, ossia gli stand.

L’ultima edizione di Lineapelle ha visto rinascere il Premiostand: dal 25 al 27 febbraio 2015 professionisti qualificati hanno visitato i padiglioni alla ricerca di parametri esemplari nella fruibilità, nell’estetica e funzionalità, nella chiarezza comunicativa e nella celebrazione dell’intera esposizione.

Il risultato? Lo potete vedere voi stessi cliccando qui.