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fiere e congressi

L’ambiente e la sostenibilità sono al centro dell’attenzione mediatica: le battaglie di Greta Thunberg e i movimenti degli studenti che chiedono ai governi misure concrete per contrastare gli effetti del cambiamento climatico hanno acceso i riflettori sui rischi connessi alle trasformazioni in atto e sugli effetti per il nostro pianeta.

Anche le abitudini e i comportamenti di acquisto si stanno modificando, in particolare tra i millenials: il 66% a livello globale è disposto a spendere cifre maggiori nei brand che perseguono una politica di sostenibilità. In risposta a questi nuovi bisogni molti brand e distributori si stanno adeguando, spingendo l’acceleratore sul posizionamento green.

Cambiano anche i comportamenti nella fruizione di fiere ed eventi? Si, tanto che il 78% dei visitatori pensa che sia importante che una fiera dimostri una forte attenzione alla sostenibilità, che in questo settore significa costruire una fiera o un evento in modo da minimizzare i potenziali impatti negativi e generare un beneficio per la community coinvolta. Da molti anni Ufi, l’associazione mondiale del settore fieristico, ha creato un tavolo di lavoro sulla sostenibilità: tra le iniziative portate avanti c’è anche un Sustainable Development Award, che dal 2012 premia i progetti che generano risultati concreti dal punto di vista della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, che sono i tre pilastri di una strategia sostenibile.

Nel prossimo Exhibitionist ospitiamo un protagonista di eccezione: Guy Bigwood. Negli ultimi 15 anni Guy Bigwood ha collaborato con città, istituzioni e il mondo degli eventi e dell’ospitalità per aiutarli a sviluppare e accelerare i programmi di sostenibilità. Attualmente è Direttore Generale di Global Destinations Sustainability Index, una multistakeholder partnership che ha come obiettivo quello di rendere più sostenibili le destinazioni del turismo d’affari. Ha collaborato con le Nazioni Unite ed è stato Direttore Sostenibilità di MCI, la più grande agenzia al mondo di association management, comunicazione e organizzazione eventi.

Il suo intervento si intitola Creare valore con la sostenibilità: come marchi, eventi e città si stanno trasformando. Cosa ci porteremo a casa dalla sessione?

  1. Comprenderemo le principali strategie sviluppate nel mondo degli eventi e delle fiere e quali effetti avranno in futuro
  2. Capiremo come le città stanno usando la sostenibilità per differenziarsi e aumentare l’attrattività
  3. Scopriremo come gli eventi sostenibili guidano l’innovazione, migliorano la customer experience e generano ricadute positive a lungo termine sul territorio

Ci vediamo martedì 1 ottobre alle 19, al Centro Svizzero, in via Palestro 2 a Milano. Per partecipare cliccate qui

 

Chi di voi ha già la valigia pronta?

Se siete in cerca di ispirazione per le vostre letture estive, ecco un paio di consigli utili per fieristi e organizzatori di eventi:

  1. “The Art of Gathering – How We Meet And Why It Matters” di Priya Parker.

Consigliato da Chris Anderson, il curatore dei TED talk, questo libro vi aprirà nuovi orizzonti sull’arte di incontrarsi. Laureata in Organizational design al Massachusetts Institute of Technology, Priya Parker è la fondatrice di Thrive Labs, azienda di consulenza che aiuta a definire la vision e la cultura organizzativa di start up, ONG e grosse aziende. Priya sostiene che quando organizziamo eventi troppo spesso ci facciamo influenzare dalla routine, perdendo di vista il motivo per cui ci incontriamo. L’autrice ci fa scoprire il suo approccio incentrato sulle persone e sulla definizione di strategie che rendono qualsiasi incontro memorabile.

  1. “Creativity, Inc.: Overcoming the Unseen Forces That Stand in the Way of True Inspiration” di Ed Catmull.

Direttamente dalla penna del co-fondatore e presidente della Pixar, un libro sulla creatività. Fin da quando era un giovane studente, Ed Catmull aveva un sogno: realizzare il primo film animato al computer al mondo. Dopo le sue prime esperienze informatiche con i pionieri del pc e l’incontro con George Lucas, nel 1986 fondò la Pixar assieme a John Lasseter e Steve Jobs. In questo libro racconta la nascita e la crescita di una piccola azienda che in poco tempo è riuscita a diventare un riferimento nell’industria cinematografica. Ed Catmull non nasconde nulla, né i grandi successi né i clamorosi flop, e descrive come si sviluppa un processo creativo efficace tramite una continua riorganizzazione dei team di lavoro.

La sfida è di grande portata: come rendere le fiere “a prova di futuro”?

Cosa possiamo fare per rispondere ai bisogni in trasformazione di una nuova generazione di utenti che si affaccia sul mercato? Come affrontare le sfide che derivano da una concorrenza che non necessariamente proviene dal mondo fieristico? Cosa possiamo fare per rendere sicuri i luoghi in cui si incontrano moltissime persone? Come sopravvivere e prosperare in un contesto che vede sfumare i confini trai format mentre è in atto un processo di consolidamento?

A queste domande cercherà di dare delle risposte il prossimo convegno UFI, che si svolgerà a Verona dal 2 al 4 maggio. Il programma è ricco di spunti, sia di ampio respiro e strategici, che pratici e operativi. Si parlerà di digital disruption, intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata, ma anche di sicurezza. Uno dei relatori è Eddie Choi, che è stato protagonista di Exhibitionist alcuni anni fa: Eddie calerà il tema centrale del convegno all’interno della cultura aziendale, perché la gestione delle risorse umane è il primo passo per realizzare fiere “a prova di futuro”.

Se volete partecipare siete ancora in tempo: la registrazione è aperta sia agli iscritti che ai non iscritti a UFI. Per maggiori informazioni, dettagli e costi vi suggerisco di visitare il sito UFI. 

Ci vediamo a Verona!

Harry Potter arriva a Milano. O meglio, la mostra su Harry Potter, che ha fatto il pieno di visitatori in tutte le tappe del suo tour mondiale, finalmente arriva a Milano, alla Fabbrica del Vapore, dal 12 maggio.

Sapete chi è l’ideatore della mostra? Eddie Newquist. Se il nome vi dice qualcosa è perché Eddie è stato ospite di Exhibitionist nel 2016. Eddie torna a Milano per un Exhibitionist organizzato da Fondazione Fiera Milano in collaborazione Meet the Media Guru, un’occasione per sapere tutto ma proprio tutto sulla costruzione di una mostra di grande successo e non parliamo solo di Harry Potter, ma anche di Trono di Spade e Cronache di Narnia, tutti progetti seguiti da lui.

Perché partecipare? Ad esempio perché i principi che si applicano alla creazione di una mostra di successo come quella di Harry Potter valgono anche per le fiere, i congressi e gli eventi. Qualche esempio suggerito dallo stesso Eddie Newquist?

  • Mettiti nei panni del pubblico: conosci il tuo pubblico per dargli quello che sta cercando
  • Trova il cuore della tua storia e immergi il tuo pubblico: focalizzati su cosa conta veramente e costruisci attorno il progetto
  • Scopri cosa piace al tuo pubblico del tuo marchio e mantieni la promessa
  • Premia il tuo pubblico per essere arrivato fino a te

Per saperne di più vi aspettiamo all’interno di Tempo di Libri, fiera internazionale dell’editoria che si svolge dall’8 al 12 marzo a fieramilanocity. Exhibitionist sarà venerdì 9 marzo, alle 19.00, in Sala Brown 1. Per partecipare bisogna registrarsi: basta cliccare qui 

photo Eddie

Gennaio: tempo di buoni propositi e previsioni per l’anno nuovo. Kai Hattendorf, direttore generale di UFI, ha dato un’occhiata alla sfera di cristallo per immaginare quali saranno i 5 trend più importanti nel 2018 per il mondo fieristico: vediamoli insieme.

  1. Resilienza e capacità di adattamento: nonostante le tensioni politiche, un ritorno al protezionismo e la percepita fragilità del libero scambio, il settore fieristico nel suo complesso regge bene l’urto: le aziende che espongono continuano a investire, a scapito degli investimenti in pubblicità. Segni positivi, che non devono farci dormire sugli allori….
  2. Dati e digitale: la lettura dei dati e la creazione di nuovi prodotti e servizi a integrazione del modello di business fondato sul metro quadrato sono i grandi temi del 2018 (e non solo). Velocità e direzioni variano tra gli attori coinvolti, ma è innegabile che il processo di digitalizzazione è iniziato, come indica il nuovo Digitisation Index realizzato da UFI.
  3. Ibridazione: i confini tra format sono sempre più labili. Fiere, congressi, convegni stanno miscelandosi per dar vita a nuovi modelli in risposta alle mutate esigenze del mercato. Inoltre le fiere B2B non sono più così impermeabili ma condiscono il business con una corposa parte di intrattenimento. Un bell’esempio è SXSW, un festival musicale, ma anche un festival cinematografico ma anche una fiera, ma anche una serie di convegni, che si pone l’obiettivo di “aiutare i creativi a raggiungere i loro obiettivi”.
  4. La ricerca di talenti e competenze: la gestione delle risorse umane, la coltivazione dei talenti, l’attrazione di risorse dal mondo non fieristico e tra i giovani stanno diventando sempre più centrali nelle strategie dei grandi player e anche le associazioni come UFI fanno la loro parte, ad esempio con il programma NGL (Next Generation Leaders).
  5. La sfida della sicurezza: in questo ambito collaborazione è la parola chiave, come emerso anche nella sessione dedicata durante il congresso UFI di Johannesburg. Collaborazione, coinvolgimento, comunicazione sono indispensabili tra i quartieri fieristici e le forze dell’ordine locali, ma anche tra sedi, organizzatori e fornitori di servizi.

 

Recentemente in un articolo l’Economist ha scritto che per il nostro secolo i dati sono quello che il petrolio è stato per il novecento: un motore di crescita e cambiamento. Quando parliamo di dati parliamo di tutte quelle tracce digitali che lasciamo ogni volta che clicchiamo “mi piace” su Facebook, cerchiamo un prodotto su Amazon, paghiamo con la carta di credito, usiamo una tessera fedeltà di un qualunque punto vendita o teniamo semplicemente il cellulare in tascaLa loro mole è imponente, tanto che sempre più spesso si sente parlare di Big Data: la società di ricerche di mercato Idc prevede che nel 2025 “l’universo digitale” raggiungerà i 180 zettabyte (180 + 21 – ventuno! – zeri).

Anche gli organizzatori di fiere e i quartieri fieristici raccolgono dati dei loro clienti, ottenuti ad esempio quando espositori e visitatori compilano i moduli di adesione, scaricano le app delle manifestazioni, selezionano i settori preferiti, utilizzano le nuove tecnologie come i beacon. Ma poi cosa se ne fanno? Non molto, a giudicare dai risultati di un sondaggio di eventsforce: solo il 18% usa i dati raccolti con continuità, il 60% li usa sporadicamente, il 20% non lo fa ma vorrebbe farlo e il 2% non si pone il problema.

I dati raccolti ed elaborati porterebbero ad una migliore conoscenza delle esigenze dei clienti, fino ad arrivare ad una personalizzazione dell’offerta: ad esempio sarebbe più chiaro agli occhi degli organizzatori il cosiddetto customer journey, ossia il “viaggio” che porta espositori e visitatori in fiera partendo dalla consapevolezza del bisogno (ben prima di varcare i cancelli della fiera) fino ad arrivare allo spostamento fisico. Le ricadute sono positive anche per l’organizzatore, non solo perché migliora la soddisfazione del cliente, ma anche perché si potrebbero scegliere gli investimenti in comunicazione e servizi in loco in funzione delle reali esigenze degli utilizzatori.

Insomma, un’occasione da non perdere, come il nuovo incontro con Exhibitionist! Parleremo di Big Data e delle opportunità che derivano dalla loro analisi con Antonietta Mira, professore di statistica presso l’Università dell’Insubria e l’Università della Svizzera Italiana, dove dirige l’InterDisciplinary Institute of Data Science

Via aspettiamo giovedì 13 luglio alle 19.00 (ingresso a partire dalle 18.30) in Fondazione Fiera Milano, Viale Boezio 15. La partecipazione è gratuita ma prima vi chiediamo di registrarvi seguendo questo link.

Mira Antonietta_pop

 

 

Realtà virtuale e realtà aumentata possono migliorare l’esperienza fieristica? Prima vediamo le differenze tra le due: obiettivo della realtà virtuale (VR) è convincere gli utenti di essere entrati in una realtà completamente nuova, escludendo il mondo circostante: il risultato si ottiene con dei visori che proiettano immagini che danno la sensazione di trovarsi davanti agli occhi una scena tridimensionale. La realtà aumentata (AR), invece, non esclude il mondo circostante, ma sovrappone informazioni a ciò che ci circonda attraverso strumenti come smartphone o smart glasses (gli Hololens di Microsoft, ad esempio)

Prima di usare realtà virtuale o realtà aumentata in una fiera dovremmo capire se sono funzionali agli obiettivi della manifestazione, in grado di integrarsi nell’evento e capaci di stabilire una relazione con i partecipanti. Le 5 domande che ci dobbiamo fare e che ci suggerisce il sito tsnn.com,  sono:

  1. Perché usiamo la realtà virtuale nel nostro evento?
  2. La realtà virtuale ha senso nello spazio che abbiamo a disposizione? Questa vale sia per i singoli espositori sia per le aree in cui l’organizzatore vuole ricreare un’esperienza di realtà aumentata
  3. I partecipanti vogliono usare la realtà virtuale?
  4. Esistono tecnologie alternative in grado dare un risultato migliore?
  5. Come si collega con le iniziative di promozione?

Quali saranno le implicazioni della realtà virtuale sulle fiere in futuro e quali servizi o prodotti sono già disponibili? Per saperne di più EMECA, l’associazione che raccoglie i maggiori quartieri fieristici europei, ha lanciato un bando alla ricerca di idee, prodotti e servizi per il nostro settore: i progetti vanno presentati entro il 29 maggio e possono partecipare aziende con meno di 5 anni e meno di 20 dipendenti. Trovate tutti i dettagli sul sito EMECA

EMECA Innovation Platform 2017_final

 

 

 

E’ un dato di fatto: in Italia il 79% di chi usa internet lo fa tutti i giorni e passa mediamente 4 ore al giorno navigando con pc e tablet e 2 ore e 10 minuti con smartphone; il tempo che passiamo sui social quotidianamente è poco meno di 2 ore in media e per contro dedichiamo poco meno di 2 ore e mezza al giorno a guardare la televisione.

Questi numeri descrivono una realtà con cui inevitabilmente il settore fieristico deve fare i conti: il digitale non è in grado di sostituire il momento fieristico, ma offre nuove opportunità di comunicazione, integra l’offerta di servizi e può rappresentare nuove opportunità di business. Oltre a “mettere sotto pressione” gli organizzatori perché le soluzioni sembrano in grado di garantire una migliore misurazione dei ritorni sugli investimenti.

Organizzatori e quartieri fieristici che hanno partecipato al Global Exhibition Barometer UFI (The Global Association of the Exhibition Industry) considerano l’impatto della digitalizzazione un tema molto rilevante, soprattutto con riferimento alla risposta ai bisogni digitali dei clienti e all’offerta di nuovi prodotti digitali. Nella realtà però si sta facendo ancora molto poco se, come sottolinea il report AMR, in media solo il 2% del fatturato degli organizzatori di fiere in tutto il mondo proviene dall’offerta di soluzioni e prodotti digitali.

Per cercare di capire come si sta muovendo un player di rilievo del settore fieristico non perdete quindi il prossimo appuntamento di Exhibitionist: mercoledì 21 settembre ospiteremo Stephan Peyer, direttore sviluppo di MCH Group, che comprende le fiere di Basilea, Zurigo e Losanna e diverse aziende che offrono “Live Marketing Solutions”. Con lui parleremo del “Potere delle fiere nell’era digitale”: ci faremo guidare lungo il customer journey dei clienti e scopriremo nuovi sistemi ibridi che combinano live e digitale. Un esempio? E’ di poche settimane fa la notizia dell’acquisizione da parte di MCH Group della piattaforma online Curiator, con l’obiettivo di accrescere la posizione di MCH Group, organizzatore di Art Basel, nel mercato globale dell’arte.

Vi aspettiamo, il 21 settembre, alle 19, a Palazzo Giureconsulti a Milano; la partecipazione a Exhibitionist è gratuita ma prima dovete registrarvi cliccando qui

 

 

 

Il mese di agosto è stato ricco di notizie di passaggi di proprietà di società o di fiere, soprattutto statunitensi: basta scorrere l’elenco delle notizie più recenti di testate come tsnn.com per vedere il fermento del settore in particolare oltreoceano. Gli acquirenti sono quasi sempre organizzatori di fiere, che consolidano la propria posizione e arricchiscono il proprio portafoglio eventi (ad esempio Emerald Expositions, Informa e Artexis in Europa).

Ultimamente però stanno crescendo attraverso acquisizioni anche i fornitori di servizi, che diventano sempre più qualificati e si attrezzano per garantire ai propri clienti un’offerta articolata e di valore: è il caso di GES, che ha acquisito ON Event Services. GES è un colosso dei servizi di allestimento, marketing e logistica per fiere, eventi e musei e con l’acquisizione si porta a casa una società specializzata nella fornitura di servizi che comprendono audio, video, luci, mapping e scenografie e che ha come clienti sia organizzatori di eventi che sedi (centri congressi, arene, hotel).

Obiettivo? Offrire ai propri clienti la possibilità di “coinvolgere i partecipanti” e “potenziare le produzioni” attraverso una gamma completa di eventi e servizi. Per leggere le dichiarazioni di GES e ON Event Services potete cliccare qui.

 

Sono stati pubblicati pochi giorni fa i risultati del sondaggio semestrale condotto da UFI – The Global Association of the Exhibition Industry presso i suoi associati per valutare lo stato di salute del settore fieristico. In Europa mediamente 8 aziende su 10 dichiarano fatturati in crescita sia nella seconda del 2016 che, anche se in misura minore, nella prima parte del 2017: si tratta dei risultati migliori dall’inizio delle rilevazioni, nel 2008. Le Americhe sono più ottimiste per la prima metà del 2017, così come l’Asia, in recupero dalle rilevazioni precedenti. L’incertezza tuttavia è sempre alta, sia dal punto di vista economico che sotto il profilo della sicurezza: il 60% degli intervistati dichiara infatti di avere rafforzato le misure di sicurezza durante le fiere.

Il Global Exhibition Barometer indaga ancora una volta quelli che gli operatori considerano i temi più caldi: come nelle edizioni passate ottengono più dell’80% delle risposte riguardano lo stato di salute dell’economia nazionale (27% delle risposte), gli sviluppi economici a livello globale (24%), la concorrenza all’interno al settore (17%), le sfide gestionali (13%); tra le sfide di gestione sono le risorse umane l’aspetto più delicato, citato nel 77% dei casi.

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Il Barometer riporta anche i risultati dettagliati per Paese: potete leggerlo e scaricarlo a questo link