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La sfida è di grande portata: come rendere le fiere “a prova di futuro”?

Cosa possiamo fare per rispondere ai bisogni in trasformazione di una nuova generazione di utenti che si affaccia sul mercato? Come affrontare le sfide che derivano da una concorrenza che non necessariamente proviene dal mondo fieristico? Cosa possiamo fare per rendere sicuri i luoghi in cui si incontrano moltissime persone? Come sopravvivere e prosperare in un contesto che vede sfumare i confini trai format mentre è in atto un processo di consolidamento?

A queste domande cercherà di dare delle risposte il prossimo convegno UFI, che si svolgerà a Verona dal 2 al 4 maggio. Il programma è ricco di spunti, sia di ampio respiro e strategici, che pratici e operativi. Si parlerà di digital disruption, intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata, ma anche di sicurezza. Uno dei relatori è Eddie Choi, che è stato protagonista di Exhibitionist alcuni anni fa: Eddie calerà il tema centrale del convegno all’interno della cultura aziendale, perché la gestione delle risorse umane è il primo passo per realizzare fiere “a prova di futuro”.

Se volete partecipare siete ancora in tempo: la registrazione è aperta sia agli iscritti che ai non iscritti a UFI. Per maggiori informazioni, dettagli e costi vi suggerisco di visitare il sito UFI. 

Ci vediamo a Verona!

Ieri il settore fieristico italiano si è dato appuntamento a Milano per ExpoNetwork Forum, un’opportunità di confronto e condivisione, utile per fare il punto su quello sta avvenendo e raccogliere spunti e suggestioni per la nostra attività.

Particolarmente incisivo è stato l’intervento della Professoressa Francesca Golfetto: chiamata a discutere di fiere nel contesto globale online-offline, ha sgombrato il campo da ogni dubbio o possibile scusa iniziando con la frase “Il digital non è un problema tecnico”! Ha iniziato la sua analisi dal visitatore, invitando anche gli organizzatori a fare altrettanto: ha parlato di ongoing search, che porta i buyer a visitare fino a 20-25 fiere all’anno; ha raccontato il percorso di visita all’interno dei padiglioni e la ricerca di quelle competenze ed esperienze strumentali (e non ludiche) che originano dalla comparazione e dallo scambio di idee. Agli organizzatori è stato anche rivolto un invito a prestare meno attenzione ai contenitori (ah, il metro quadrato…) e più ai contenuti, tema questo che è emerso anche dalle presentazioni di Rory Govan di Explori e del padrone di casa Enrico Gallorini. La mattinata si conclusa con una tavola rotonda in cui i vertici di alcuni tra i maggiori player hanno raccontato il loro punto di vista con trasparenza e onestà.

Il pomeriggio è stato dedicato a temi operativi: digitalizzazione, internazionalizzazione, project management, risorse umane, conoscenza del settore di riferimento della fiera, affrontati attraverso il racconto di diverse esperienze aziendali. Infine, a conclusione dei lavori, la presentazione da parte del Professor Vincenzo Russo (Brain Lab IULM), relativa alla prima applicazione del neuromarketing all’universo fieristico! Abbiamo visto i risultati dell’esperimento condotto durante Vicenzaoro, che mirava a indagare i percorsi di visita, ciò che il visitatore vede, le sue percezioni e le sue reazioni in fiera: uno strumento certamente molto utile, in grado di offrire suggerimenti per guidare le scelte sia operative che strategiche di noi fieristi.

 

Mediajuicelab è la prima azienda che, dopo aver frequentato la formazione prevista nel progetto Start Up in Fiera di Fondazione Fiera Milano, si è trasformata in espositore. In fiera, Mediajuicelab srl, sviluppatore di reti d’impresa, ha presentato il progetto Donkey Commerce, una nuova piattaforma di e-commerce, sviluppata con l’obiettivo di favorire la nascita di un sistema etico ed economico di moderni commercianti, anche quando privi di specifiche competenze tecniche e consistenti budget, in grado di creare una rete di impresa senza confini, geografici e di business.

Gli abbiamo chiesto le prime valutazioni a caldo sulla partecipazione a SMAU 2014, ecco cosa ci hanno raccontato:

Il nostro principale obiettivo era di verificare la bontà della nostra idea e del modello di business ed avere dei feedback. Lo sviluppo del prodotto ha subito un’accelerata al fine di dover completare funzionalità indispensabili per poter presentare il prodotto nella sua interezza a possibili investitori e partner.

… abbiamo provveduto a creare qualcosa di disruptive anche nello stand …

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Alla fine dei tre giorni non avevamo più voce, ci siamo mossi su più fronti attendendo la persone nello stand, visitando noi gli stand di interesse, partecipando al matching, cercando quindi di massimizzare non aspettando gli utenti ma andandoseli a prendere. Abbiamo usato la fiera anche per invitare investitori che conoscevamo al fine di rendere evidente che stiamo facendo sul serio.

Successivamente abbiamo ricevuto molte richieste dai contatti che abbiamo preso … se fossimo stati veramente online avremmo già recuperato l’investimento fatto abbondantemente. In totale siamo più che soddisfatti del risultato, abbiamo già programmato la presenza ad un’altra fiera … 

All’interno del team la carica è stata molto alta perché abbiamo avuto un ritorno dei contatti del 100% e questo per noi era molto importante.

Crederci è fondamentale, sapere che ci credono anche gli altri è più potente.”

I visitatori ad una fiera non sono tutti uguali. Certo è ovvio, direte voi! Appurato che conosciamo i nostri visitatori, sappiamo come utilizzare le informazioni in nostro possesso?

La rivista statunitense Expo Magazine ha pubblicato un articolo che riprende i risultati una ricerca condotta dal CEIR (Center for Exhibition Industry Research): il motivo principale per partecipare ad una fiera è apprendere (learning), poi raccogliere informazioni in vista di un acquisto (shopping) e poi acquistare (buying). Lo studio si focalizza sulla raccolta di informazioni in vista di un acquisto, dettagliando le motivazioni in funzione del livello aziendale del visitatore. Dall’indagine risulta che l’upper management è interessato a vedere novità (idee e prodotti), mentre lower e middle menagement hanno bisogni più concreti, come avere risposte direttamente in fiera e trovare soluzioni ai problemi.

Il passo successivo è quello di capire se i bisogni di tutti sono raggiunti: la soddisfazione maggiore si registra tra i dirigenti, mentre middle e lower management hanno esigenze non pienamente soddisfatte, tanto che il 71% dichiara di avere trovato risposta alle sue domande (contro l’80% dei dirigenti), come appare nella tabella:

Percentage saying needs are met_CEIR

Questo è il punto di partenza da cui iniziare a lavorare, sia per gli espositori che per gli organizzatori: se i visitatori di oggi non sono soddisfatti, domani, quando avranno maggiore potere d’acquisto e autonomia decisionale, torneranno?

Se volete conoscere o approfondire la conoscenza del mercato fieristico sudamericano non perdetevi il webinar Ufi in programma oggi, 20 febbraio, dalle 14 alle 15. Ana Maria Arango, direttrice dell’associazione fieristica sudamericana AFIDA ci parlerà delle sedi più importanti, degli organizzatori, dei settori, fornendo suggerimenti e indicazioni sul mercato.

Per partecipare al webinar è sufficinte registrarsi nell’education centre Ufi. Potete trovare i dettagli a questo link http://www.ufi.org/Public/Default.aspx?Clef_SITESMAPS=733

Twitter vi piace ma non sapete come applicarlo al contesto fieristico? Usate già Facebook per promuovere la vostra fiera ma vorreste sfruttarlo meglio? Non conoscete la differenza tra Flickr e Youtube? UFI propone un webinar perfetto per rispondere a queste e altre domande.

Martedì 22 ottobre, alle 17, non perdetevi “Exhibitions 2.0 – Using Social Media to Market, Manage and Improve Trade Shows and Exhibitions”, sarà l’occasione per sapere qualcosa in più dei trend, dei casi di successo (e di insuccesso…), per raccogliere idee e spunti di riflessione da usare tutti i giorni.

Per partecipare al webinar è necessario registrarsi nell’Education Centre di UFI e la partecipazione è gratuita per gli associati ma a pagamento (40€) per i non soci. Per le informazioni pratiche cliccate qui.

Come affrontare la vendita di manifestazioni a clienti che hanno modificato i loro comportamenti e processi di acquisto? La domanda non è facile ma domani potremmo saperne qualcosa di più.

Infatti domani, 5 aprile, dalle 14 alle 15 è in programma il secondo webinar organizzato da UFI: Simon Naudi ci spiegherà come vendere eventi durante e dopo la recessione.

Partecipare è semplice: basta andare seguire le istruzioni che trovate qui.

 

 

Il 21 febbraio alle 14:00 UFI lancerà il primo di una serie di webinar a cadenza mensile. I webinar, della durata di un’ora, saranno ospitati nell’Education Centre di UFI, http://www.ufi.org/edcentreuna piattaforma online dove è possibile accedere a presentazioni, ricerche e materiale sul settore fieristico.

Nel primo webinar Barry Siskind parlerà di attività di formazione per gli espositori come strumento per migliorare la performance in fiera. Altri 2 webinar sono in programma: impatto della recessione sulla vendita delle fiere e ROI.

Il primo appuntamento è gratuito sia per gli associati UFI che per i non associati: è sufficiente registrarsi sull’online Education Centre.

La prossima settimana ripartirà PROGEA – Master in progettazione e organizzazione di fiere, eventi e punti vendita. Quest’anno entreranno nelle aule di Accademia Fondazione Fiera Milano 14 studenti, prevalentemente italiani, ma anche Cina e Argentina saranno rappresentate.

Nelle 400 ore in aula i ragazzi si immergeranno nell’universo di fiere, congressi, eventi, con l’aiuto di  professionisti del settore e docenti universitari, attraverso un mix di lezioni, esercitazioni, project work, visite guidate. L’impegno in aula sarà seguito da uno stage in azienda. L’obiettivo è quello di raccontare un sistema articolato e di formare persone capaci di gestire i processi che compongono questo sistema.

Per iniziare al meglio, e per fare entrare gli studenti nella prospettiva di un settore internazionale e in evoluzione, PROGEA prenderà il via con il primo degli incontri di Exhibitionist

Appuntamento quindi il 27 novembre per gli studenti di PROGEA, di Marketing e Organizzazione Eventi (che hanno già iniziato le lezioni) e per tutti gli interessati a sentire Luc Courchesne che ci parlerà di esperienze immersive. 

Dal 4 al 6 settembre a Parigi si è tenuto il Global Event Summit. E’ un momento di confronto e networking organizzato dagli inglesi per gli inglesi. Tuttavia, alla terza edizione per di più questa volta sul continente, posso dire che l’evento è interessante per tutti gli operatori internazionali. D’altra parte essendo le multinazionali dell’organizzazione fieristica soprattutto inglesi –e olandesi- non c’è da stupirsi.

Quando avrò tempo mi toglierò lo sfizio di fare una ricerca storica sui legami del vecchio capitalismo mercantile dell’impero britannico e di quello anseatico del mare del nord …

Cosa si dice dalle parti di Reed, UBM, Clarion, …. ,a anche Comexposium (visto che eravamo a Parigi), Messe Frankfurt (e come possono mancare …) ? Al di là di interessanti case history e di modelli di business che funzionano o anche non funzionano, si parla di persone. Si parla di storie di uomini (e qualche donna) che hanno creato aziende e hanno vissuto avventure emozionanti, in paesi un tempo sconosciuti e oggi affermate realtà sui mercati mondiali. Ma si parla anche di uomini che oggi fanno business in paesi difficili con risultati eccezionali data la crisi –la Grecia (!), l’Ucraina- con grande dignità e senso del proprio luogo di appartenenza. Persone che si preoccupano di dare una continuità alle loro imprese, sia che si tratti di multinazionali che di piccole realtà. Un leit motive infatti era: dove prendete le persone ? come le fate crescere ? come  promuovere l’immagine della nostra industria nei confronti delle università e dei giovani più promettenti ?

Vi diamo appuntamento al prossimo post sui corsi di Accademia di Fiera Milano e a quelli sulle attività dell’UFI Education Committee