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Sono stati pubblicati pochi giorni fa i risultati del sondaggio semestrale condotto da UFI – The Global Association of the Exhibition Industry presso i suoi associati per valutare lo stato di salute del settore fieristico. In Europa mediamente 8 aziende su 10 dichiarano fatturati in crescita sia nella seconda del 2016 che, anche se in misura minore, nella prima parte del 2017: si tratta dei risultati migliori dall’inizio delle rilevazioni, nel 2008. Le Americhe sono più ottimiste per la prima metà del 2017, così come l’Asia, in recupero dalle rilevazioni precedenti. L’incertezza tuttavia è sempre alta, sia dal punto di vista economico che sotto il profilo della sicurezza: il 60% degli intervistati dichiara infatti di avere rafforzato le misure di sicurezza durante le fiere.

Il Global Exhibition Barometer indaga ancora una volta quelli che gli operatori considerano i temi più caldi: come nelle edizioni passate ottengono più dell’80% delle risposte riguardano lo stato di salute dell’economia nazionale (27% delle risposte), gli sviluppi economici a livello globale (24%), la concorrenza all’interno al settore (17%), le sfide gestionali (13%); tra le sfide di gestione sono le risorse umane l’aspetto più delicato, citato nel 77% dei casi.

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Il Barometer riporta anche i risultati dettagliati per Paese: potete leggerlo e scaricarlo a questo link

I risultati del Global Exhibition Barometer, il sondaggio che UFI conduce su base semestrale per valutare l’andamento del mercato fieristico, ci fanno iniziare il 2014 con un atteggiamento positivo.

La maggior parte di chi ha risposto alle domande (quartieri fieristici, organizzatori, fornitori di servizi in tutti i continenti) ha dichiarato fatturato in crescita e ha previsto lo stesso per il 2014: in Europa e Medio Oriente il 60% dichiara fatturato in aumento, in Asia/Pacifico la percentuale è tra il 70 e l’80% e solo negli Stati Uniti si prevede un 2014 in rallentamento, sopratutto nella seconda metà.

Anche considerando gli utili le notizie sono buone: in tutte le regioni tra il 40 e il 60% degli intervistati dichiara aumenti superiori al 10%, mentre quelli che hanno mantenuto un utile stabile sono il 73% in Europa, l’85% nel Medio Oriente/Africa, il 95% nell’Asia/Pacifico e nelle Americhe.

Certo, le condizioni dell’economia sia a livello nazionale che internazionale sono ancora tenute sotto controllo con grande attenzione, ma finalmente sembra che tutte le regioni mostrino una tendenza posiitiva, compresa l’Europa che era stata quella più penalizzata in passato, come si vede anche dal grafico sottostante

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Quali sono le vostre priorità strategiche? Questa è una delle domande contenute nella decima edizione del Global Exhibition Barometer di UFI, l’associazione internazionale del settore fieristico.

Il 75% degli oltre 200 partecipanti ha intenzione di sviluppare nuove attività: il 36% dice che si manterrà nel perimetro tradizionale del settore fieristico, il 16% dichiara di volere esplorare nuovi orizzonti in fatto di eventi live e virtuali e il 23% sta studiando entrambe le opzioni.

L’analisi geografica rivela interessanti risultati: in Europa solo il 20% degli intervistati intende mantenere il portafoglio di prodotti e servizi esistente, mentre nelle Americhe si scende al 13% e in Asia Pacifico questa percentuale sale al 38%! Le Americhe dimostrano anche una maggiore propensione ad innovare su più fronti, dato che il 38% dichiara di percorrere sia la strada fieristica tradizionale che quella di nuovi eventi live/virtuali.

Questi numeri ci dicono un paio di cose: prima di tutto che in mercati relativamente nuovi e in crescita la volontà di sviluppare nuovi prodotti (e anche di entrare in nuovi mercati geografici, naturalmente!) è poco sentita. Altrove, invece, si stanno sperimentando la diversificazione in nuovi segmenti di business e l’integrazione lungo la filiera fieristica: il mercato è tutt’altro che statico.