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La sfida è di grande portata: come rendere le fiere “a prova di futuro”?

Cosa possiamo fare per rispondere ai bisogni in trasformazione di una nuova generazione di utenti che si affaccia sul mercato? Come affrontare le sfide che derivano da una concorrenza che non necessariamente proviene dal mondo fieristico? Cosa possiamo fare per rendere sicuri i luoghi in cui si incontrano moltissime persone? Come sopravvivere e prosperare in un contesto che vede sfumare i confini trai format mentre è in atto un processo di consolidamento?

A queste domande cercherà di dare delle risposte il prossimo convegno UFI, che si svolgerà a Verona dal 2 al 4 maggio. Il programma è ricco di spunti, sia di ampio respiro e strategici, che pratici e operativi. Si parlerà di digital disruption, intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata, ma anche di sicurezza. Uno dei relatori è Eddie Choi, che è stato protagonista di Exhibitionist alcuni anni fa: Eddie calerà il tema centrale del convegno all’interno della cultura aziendale, perché la gestione delle risorse umane è il primo passo per realizzare fiere “a prova di futuro”.

Se volete partecipare siete ancora in tempo: la registrazione è aperta sia agli iscritti che ai non iscritti a UFI. Per maggiori informazioni, dettagli e costi vi suggerisco di visitare il sito UFI. 

Ci vediamo a Verona!

Realtà virtuale e realtà aumentata possono migliorare l’esperienza fieristica? Prima vediamo le differenze tra le due: obiettivo della realtà virtuale (VR) è convincere gli utenti di essere entrati in una realtà completamente nuova, escludendo il mondo circostante: il risultato si ottiene con dei visori che proiettano immagini che danno la sensazione di trovarsi davanti agli occhi una scena tridimensionale. La realtà aumentata (AR), invece, non esclude il mondo circostante, ma sovrappone informazioni a ciò che ci circonda attraverso strumenti come smartphone o smart glasses (gli Hololens di Microsoft, ad esempio)

Prima di usare realtà virtuale o realtà aumentata in una fiera dovremmo capire se sono funzionali agli obiettivi della manifestazione, in grado di integrarsi nell’evento e capaci di stabilire una relazione con i partecipanti. Le 5 domande che ci dobbiamo fare e che ci suggerisce il sito tsnn.com,  sono:

  1. Perché usiamo la realtà virtuale nel nostro evento?
  2. La realtà virtuale ha senso nello spazio che abbiamo a disposizione? Questa vale sia per i singoli espositori sia per le aree in cui l’organizzatore vuole ricreare un’esperienza di realtà aumentata
  3. I partecipanti vogliono usare la realtà virtuale?
  4. Esistono tecnologie alternative in grado dare un risultato migliore?
  5. Come si collega con le iniziative di promozione?

Quali saranno le implicazioni della realtà virtuale sulle fiere in futuro e quali servizi o prodotti sono già disponibili? Per saperne di più EMECA, l’associazione che raccoglie i maggiori quartieri fieristici europei, ha lanciato un bando alla ricerca di idee, prodotti e servizi per il nostro settore: i progetti vanno presentati entro il 29 maggio e possono partecipare aziende con meno di 5 anni e meno di 20 dipendenti. Trovate tutti i dettagli sul sito EMECA

EMECA Innovation Platform 2017_final