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Alcune fiere sono in grado di creare il futuro: la conoscenza del settore che rappresentano è così ampia e approfondita che gli organizzatori riescono a leggere i segnali deboli, anticipare le tendenze, guidare l’evoluzione del mercato.

Una di queste fiere è il CES di Las Vegas: il nome completo è Consumer Electronics Show ma non c’è nemmeno bisogno di specificare il significato dell’acronimo, tanto questa manifestazione è entrata nell’immaginario collettivo come IL punto di riferimento per gli ultimi lanci, le innovazioni tecnologiche, le presentazioni di prodotti che faranno parte della nostra quotidianità negli anni a venire.

Da quando è stata creata, 50 anni fa, è stata palcoscenico per più di 700.000 lanci di prodotto e nel corso degli anni ha saputo trasformarsi stando al passo con un settore che di per sé è in continuo fermento: nel 2012, quando Microsoft decise di abbandonare il palcoscenico del CES (ma poi ha cambiato idea…), gli organizzatori videro un’opportunità nel segmento dell’elettronica per l’automotive. Ora quel segmento è diventato così rilevante che le case automobilistiche preferiscono presentare i nuovi modelli al CES invece che nelle fiere di auto.

Per raccontare come una fiera può plasmare il futuro e come l’innovazione rappresenta il motore dell’economia e dello sviluppo, migliorando il nostro stile di vita e offrendoci nuove opportunità, abbiamo invitato Gary Shapiro, presidente e amministratore delegato di CTA, l’associazione statunitense dei produttori di elettronica di consumo, che organizza il CES.

Shapiro ha scritto due libri dedicati all’innovazione, inoltre come editorialista ha scritto più di 800 pezzi per diverse testate, tra cui The Wall Street Journal, The New York Times The Washington Post. Nel 2015 e 2016 il quotidiano politico The Hill lo ha definito “uno dei più influenti lobbysti di Washington”; inoltre è considerato un influencer su Linkedin, con più di 240.000 follower

L’appuntamento è giovedì 14 settembre alle 19: per ora segnatevelo in agenda, presto vi daremo tutti gli aggiornamenti e potrete iscrivervi.

La fiera dedicata ai pneumatici che si tiene ogni 2 anni a Essen (Reifen), a partire dalla prossima edizione si sposterà in un’altra città, per la precisione Francoforte, e si terrà in contemporanea ad Automechanika, la più importante fiera dedicata all’after market per il settore automotive. Alla base della decisione, secondo l’amministratore delegato della fiera di Essen, c’è la volontà di sfruttare le sinergie tra i due segmenti “perché il tema del servizio auto sta diventando sempre più rilevante nel settore pneumatici e, inoltre, i pneumatici stanno diventando sempre più importanti nel settore automobilistico”.

La mossa si spiega anche con la decisione della Fiera di Colonia di lanciare per il 2018, in piena sovrapposizione su quelle che sarebbero state le date di Reifen, una nuova fiera dedicata ai pneumatici (Tire Cologne), con l’appoggio dell’associazione che aveva sempre sostenuto Reifen.

Naturalmente questa decisione spariglia le carte, modifica i rapporti di forza e fa riflettere: prima di tutto perché mostra che le anche le fiere tedesche si fanno concorrenza tra loro e la tradizionale ripartizione settoriale tra città non è necessariamente sempre rispettata, e poi perché evidenzia la necessità di adattarsi al mercato per non perdere terreno e scomparire, insomma “The challenge of change” di cui abbiamo parlato la scorsa settimana nel seminario UFI.

Il settore automotive è un bell’esempio di “challenge of change”: molte fiere non sono sopravvissute alla crisi e ai cambiamenti in atto nel settore, altre hanno cercato una trasformazione, a volte con successo e a volte no: vedremo quali saranno i prossimi passi dei due litiganti, intanto se volete leggere l’articolo completo potete cliccare qui.

 

La Generazione Y, o Millenial Generation, cioè i nati tra il 1980 e il 2000, pensa ancora che il face to face sia utile? Un paio di articoli usciti nei giorni scorsi possono aiutare a dare delle risposte a questa domanda.

Sul New York Times è apparso un articolo sullo sviluppo di app nel settore automobilistico per contrastare la disaffezione della Millenial Generation verso i concessionari di automobili. Attraverso la realtà aumentata i produttori di auto danno la possibilità di vedere in 3D l’interno dell’auto e anche di “provarla” usando un tablet o uno smartphone.

Detta così non sembra una buona notizia per il face to face (e quindi per le fiere). In realtà l’articolo cita una ricerca sulla percezione delle auto e sul processo d’acquisto della Generazione Y che lascia aperta una porta alla speranza. E’ vero il rapporto con il concessionario non è poi così solido (niente pressioni, poche interazioni) e tablet e smartphone sono usati per valutare un acquisto, ma è anche vero che le nuove generazioni si affidano alle informazioni della forza vendita e ricorrono al passaparola  più di quanto accadeva in passato (43% contro il 28% della generazione precedente e il 32% dei Baby Boomer). Inoltre, direi sorprendentemente, gran parte del passaparola avviene face to face (90%, contro il 41% su blog e forum e 36% via email).

Probabilmente siamo davanti ad un nuovo modo di intendere il processo d’acquisto, ma sembra che in tutto questo il face to face abbia ancora un senso.