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Gennaio: tempo di buoni propositi e previsioni per l’anno nuovo. Kai Hattendorf, direttore generale di UFI, ha dato un’occhiata alla sfera di cristallo per immaginare quali saranno i 5 trend più importanti nel 2018 per il mondo fieristico: vediamoli insieme.

  1. Resilienza e capacità di adattamento: nonostante le tensioni politiche, un ritorno al protezionismo e la percepita fragilità del libero scambio, il settore fieristico nel suo complesso regge bene l’urto: le aziende che espongono continuano a investire, a scapito degli investimenti in pubblicità. Segni positivi, che non devono farci dormire sugli allori….
  2. Dati e digitale: la lettura dei dati e la creazione di nuovi prodotti e servizi a integrazione del modello di business fondato sul metro quadrato sono i grandi temi del 2018 (e non solo). Velocità e direzioni variano tra gli attori coinvolti, ma è innegabile che il processo di digitalizzazione è iniziato, come indica il nuovo Digitisation Index realizzato da UFI.
  3. Ibridazione: i confini tra format sono sempre più labili. Fiere, congressi, convegni stanno miscelandosi per dar vita a nuovi modelli in risposta alle mutate esigenze del mercato. Inoltre le fiere B2B non sono più così impermeabili ma condiscono il business con una corposa parte di intrattenimento. Un bell’esempio è SXSW, un festival musicale, ma anche un festival cinematografico ma anche una fiera, ma anche una serie di convegni, che si pone l’obiettivo di “aiutare i creativi a raggiungere i loro obiettivi”.
  4. La ricerca di talenti e competenze: la gestione delle risorse umane, la coltivazione dei talenti, l’attrazione di risorse dal mondo non fieristico e tra i giovani stanno diventando sempre più centrali nelle strategie dei grandi player e anche le associazioni come UFI fanno la loro parte, ad esempio con il programma NGL (Next Generation Leaders).
  5. La sfida della sicurezza: in questo ambito collaborazione è la parola chiave, come emerso anche nella sessione dedicata durante il congresso UFI di Johannesburg. Collaborazione, coinvolgimento, comunicazione sono indispensabili tra i quartieri fieristici e le forze dell’ordine locali, ma anche tra sedi, organizzatori e fornitori di servizi.

 

Inizia a settembre una nuova fase di Bread&Butter, la fiera di urbanwear e streetwear che negli ultimi mesi ha vissuto non poche peripezie e che è stata acquistata da Zalando, il gigante tedesco dell’e-commerce. Cambiano date (dal 2 al 4 settembre), sede (Arena Berlin) e visitatori (non più esclusivamente B2B ma B2C): i consumatori potranno acquistare in fiera i prodotti della collezione autunno/inverno e saranno parte di un evento che comprenderà anche show interattivi e performance musicali.

L’obiettivo dichiarato è coinvolgere i consumatori, invitandoli a far parte di un mondo da cui sono sempre stati esclusi: sembra un riferimento a quanto sta accadendo alle sfilate, che stanno rivedendo le tempistiche per ridurre il tradizionale divario tra presentazione delle collezioni e disponibilità nei negozi.

Al momento 25 marchi hanno aderito a Bread&Butter by Zalando: scopriremo nei prossimi mesi i risultati di questo cambiamento, intanto se volete potete trovare qui la dichiarazione degli organizzatori.

 

Da dove arriva l’ispirazione? Credete che guardare verso realtà diverse da quelle in cui siamo immersi ogni giorno ci aiuti ad avere una nuova prospettiva?

Se alla seconda domanda avete risposto si non potete perdere il prossimo appuntamento di Exhibitionist: il protagonista è Eddie Newquist, direttore creativo di GES (multinazionale di servizi di allestimento, logistica e marketing per fiere, congressi, musei) e 25 anni di esperienza nel branded entertainment, ossia nella creazione di contenuti di intrattenimento per catturare e mantenere l’attenzione del consumatore.

Durante gli anni passati agli Universal Studios è stato responsabile della nascita del parco divertimenti “Jurassic Park the Ride”, che ha dato la possibilità a tutti gli appassionati di “toccare con mano” le creature di Steven Spielberg; ha lavorato inoltre su molti altri progetti come Cars e The Terminator. In GES ha seguito la realizzazione della mostra itinerante su Harry Potter, che dal 2009 ha toccato diversi continenti ed è stata visitata da 3,5 milioni di persone!

Nella sua presentazione Eddie ci parlerà di customer engagement e visitor experience partendo dalla prospettiva B2C del mondo dell’entertainment ma arrivando anche al contesto delle fiere B2B.

Vi aspettiamo martedì 15 marzo alle 19:00 al Palazzo delle Stelline a Milano: l’ingresso è gratuito ma prima vi chiediamo di registrarvi qui.

Quali obiettivi si danno gli espositori quando vanno in fiera? Quali strumenti usano per promuovere la loro presenza? Quanto spendono?

A queste e altre domande risponde il CEIR, centro di ricerca statunitense sul settore fieristico, che ha appena pubblicato il rapporto “The Marketing Spend Decision”, basato su un’indagine condotta tra 640 aziende espositrici in fiere B2B negli Stati Uniti.

Per prima cosa, il 90% degli espositori intervistati partecipa ad una fiera per raggiungere nuovi clienti, far conoscere l’azienda e i prodotti, incontrare i clienti attuali. Come misurano il successo di una partecipazione in fiera? Il 60% usa le vendite come parametro, in particolare le vendite concluse entro 6 mesi dalla fiera.

Le fiere assorbono una quota importante del budget dedicato al marketing (più del 40%) e mediamente ogni azienda spende 20.000$ per partecipare a una fiera.

Tra i mezzi di comunicazione digitali usati dagli espositori, i più citati sono e-mail (74%), social media, (63%), siti web (56%), online advertising (48%).

Per approfondire l’argomento potete leggere l’articolo pubblicato da tsnn.com.