archivio

Archivi tag: community

“In un mondo di schermi il face to face non è mai stato così potente”. Lo dice Simon Burton, il protagonista del prossimo incontro di Exhibitionist.

Simon Burton si autodefinisce “Agent provocateur in PR, events, social media and entrepreneurship”. E’ proprietario e amministratore delegato di Exposure Communications, società inglese di organizzazione di eventi, PR e consulenza per fiere ed eventi, che pone grande attenzione alle opportunità che derivano dalla combinazione della comunicazione online e face to face.

Nella sua presentazione, che si intitola (R)innovare gli eventi e le fiere, Burton ci racconterà la costruzione di community forti attorno a 3 eventi che non hanno un format fieristico tradizionale e ci spiegherà quali mezzi hanno usato per comunicarli, a volte anche in modo originale e diverso dal solito.

Siete pronti a pensare fuori dagli schemi? Speriamo di si! Ci vediamo giovedì 24 settembre alle 19.00, al Centro Svizzero (via Palestro 2 – Milano).

L’ingresso è gratuito ma vi chiediamo di registrarvi qui!

 

 

 

Pensate che per le fiere esistano potenzialità ancora poco esplorate? Credete che gli organizzatori possano offrire di più agli espositori (e non stiamo parlando di sconti sugli spazi affittati….)? Secondo voi la fiera può esistere 365 giorni all’anno e fornire servizi aggiuntivi ai propri clienti, generando nuovi flussi di ricavi?

Se avete risposto si a queste domande il prossimo incontro di Exhibitionist fa al caso vostro: Stefan Rummel, Chief Strategy Officer di Messe München, racconterà cosa significa sviluppare una strategia digitale in una azienda “analogica”, offrire servizi in grado di generare nuove fonti di ricavi, sviluppare il legame con la propria community composta da espositori e visitatori, capitalizzando il rapporto di fiducia già esistente.

La strategia di Messe München ha preso forma con il lancio di una piattaforma per l’Open Innovation. Open Innovation significa che lo sviluppo e il lancio di un nuovo prodotto non avvengono a porte chiuse nei laboratori di R&D, ma vengono realizzati grazie al coinvolgimento di competenze che appartengono a una community interdisciplinare che si trova fuori dai confini aziendali.

L’appuntamento è per giovedì 23 ottobre, a Palazzo delle Stelline, alle 19.30. L’ingresso è gratuito ma per partecipare dovete registrarvi qui.

P.S. Se siete lettori fedeli di blogofiere questo post vi ricorderà qualcosa: effettivamente avevamo già scritto di Rummel quando abbiamo assistito alla sua presentazione agli European Seminar UFI di San Pietroburgo. Non perdete l’occasione di vederlo a Milano!

Può il più importante evento della lega del wrestling statunitense insegnare qualcosa a chi organizza fiere o vi partecipa come espositore? Secondo questo bell’articolo su tsnn.com sembra di si.

Tanto per cominciare il wrestling può insegnare a coinvolgere puntando sull’inatteso: sappiamo che i match seguono un copione ben preciso e quindi sta a chi scrive la trama mantenere alta l’attenzione dello spettatore, magari con un effetto inaspettato. Così potrebbe fare l’espositore, sorprendendo il visitatore per farsi notare tra gli altri stand.

Poi potremmo imparare a bilanciare gli effetti speciali con la storia che stiamo raccontando: gli sceneggiatori di WrestleMania sanno bene fino a che punto spingere la leva dello spettacolo senza perdere di vista quello che vogliono raccontare, e noi? Abbiamo mai schiacciato il pedale dell’acceleratore su effetti speciali inutili, o peggio dannosi? Abbiamo mai abusato di mirabilie tecnologiche non apprezzate da espositori o visitatori?

Infine, dovremmo ascoltare quello che dice la nostra community così come gli appassionati di wrestling sono ascoltati da chi scrive le trame dei match. Gli strumenti a disposizione li abbiamo, tocca a noi usarli.

 

La scorsa settimana ho letto che Tesco sceglierà il Queen Elizabeth II Conference Centre per la versione londinese della sua Wine Fair…..Tesco, la maggiore catena di supermercati del Regno Unito e tra le prime 3 al mondo? Tesco, che ha un database in grado di tracciare le abitudini di acquisto dei suoi moltissimi clienti? Si, quella Tesco!!

Dopo avere sviluppato una community dedicata al vino, da qualche anno ha affidato ad una società di PR ed eventi specializzata nel segmento vino e drink anche l’organizzazione operativa di fiere per il grande pubblico. Le Tesco Wine Fair si tengono in 5 città  britanniche e nei 2 giorni di manifestazione i visitatori assaggiano, sperimentano, imparano, approfondiscono e comprano.

Questa notizia secondo me genera un paio di spunti di riflessione: prima di tutto una conoscenza strutturata dei propri clienti (database!) spinge nuovi operatori a entrare nel mercato fieristico (basti pensare a Global Sources e Alibaba); inoltre se una catena di supermercati sviluppa una community online e poi decide di organizzare fiere vuol dire che per alcuni prodotti (e il vino è uno di questi) il contatto al punto vendita non basta più, la community online da sola non è sufficiente e le fiere garantiscono occasioni di socialità ed esperienzialità.