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Alzi la mano chi non vorrebbe organizzare CES: nel 1967, alla sua prima edizione, parteciparono 17.000 visitatori per ammirare le ultime novità dell’elettronica di consumo, ossia radio portatili e televisioni. A 50 anni di distanza richiama 175.000 partecipanti da 150 Paesi, compresi 6.500 giornalisti, per ammirare le ultime novità in fatto di tecnologia, che vanno dai droni alla realtà virtuale.

C’è un segreto per tutto questo? Come è possibile che una fiera diventi qualcosa di più di singoli mercati e settori e che accolga aziende non propriamente “native tecnologiche”? Ad esempio l’anno scorso sul palco di CES sono saliti, tra gli altri, il CEO di Carnival (che ha creato dei wearable device per migliorare l’esperienza dei crocieristi) e la marca di abbigliamento sportivo Under Armour (che ha lanciato scarpe da corsa con sensori in grado di tenere traccia degli allenamenti).

CES è un hub internazionale per fare business, indipendentemente dal settore di appartenenza. Teoricamente ogni settore è in qualche modo legato alla tecnologia ed è quindi essenziale capire come gli ultimi trend tecnologici possano influenzare i diversi settori di appartenenza. L’associazione che organizza CES sostiene che i partecipanti alla fiera non interagiscono solo con i singoli prodotti, ma sperimentano le relazioni dei prodotti con categorie più ampie e scoprono trend di portata più vasta.

Per sapere come è stato raggiunto questo obiettivo non perdete il prossimo appuntamento di Exhibitionist: potremo ascoltare direttamente dalla voce di Gary Shapiro, presidente e AD dell’associazione che organizza CES, come si può reinventare una fiera. Ci vediamo giovedì 14 settembre, alle 19, negli spazi di MiCo (via Gattamelata, Gate 14). La partecipazione è gratuita ma prima vi chiediamo di registrarvi al link

CES

 

Alcune fiere sono in grado di creare il futuro: la conoscenza del settore che rappresentano è così ampia e approfondita che gli organizzatori riescono a leggere i segnali deboli, anticipare le tendenze, guidare l’evoluzione del mercato.

Una di queste fiere è il CES di Las Vegas: il nome completo è Consumer Electronics Show ma non c’è nemmeno bisogno di specificare il significato dell’acronimo, tanto questa manifestazione è entrata nell’immaginario collettivo come IL punto di riferimento per gli ultimi lanci, le innovazioni tecnologiche, le presentazioni di prodotti che faranno parte della nostra quotidianità negli anni a venire.

Da quando è stata creata, 50 anni fa, è stata palcoscenico per più di 700.000 lanci di prodotto e nel corso degli anni ha saputo trasformarsi stando al passo con un settore che di per sé è in continuo fermento: nel 2012, quando Microsoft decise di abbandonare il palcoscenico del CES (ma poi ha cambiato idea…), gli organizzatori videro un’opportunità nel segmento dell’elettronica per l’automotive. Ora quel segmento è diventato così rilevante che le case automobilistiche preferiscono presentare i nuovi modelli al CES invece che nelle fiere di auto.

Per raccontare come una fiera può plasmare il futuro e come l’innovazione rappresenta il motore dell’economia e dello sviluppo, migliorando il nostro stile di vita e offrendoci nuove opportunità, abbiamo invitato Gary Shapiro, presidente e amministratore delegato di CTA, l’associazione statunitense dei produttori di elettronica di consumo, che organizza il CES.

Shapiro ha scritto due libri dedicati all’innovazione, inoltre come editorialista ha scritto più di 800 pezzi per diverse testate, tra cui The Wall Street Journal, The New York Times The Washington Post. Nel 2015 e 2016 il quotidiano politico The Hill lo ha definito “uno dei più influenti lobbysti di Washington”; inoltre è considerato un influencer su Linkedin, con più di 240.000 follower

L’appuntamento è giovedì 14 settembre alle 19: per ora segnatevelo in agenda, presto vi daremo tutti gli aggiornamenti e potrete iscrivervi.