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Harry Potter arriva a Milano. O meglio, la mostra su Harry Potter, che ha fatto il pieno di visitatori in tutte le tappe del suo tour mondiale, finalmente arriva a Milano, alla Fabbrica del Vapore, dal 12 maggio.

Sapete chi è l’ideatore della mostra? Eddie Newquist. Se il nome vi dice qualcosa è perché Eddie è stato ospite di Exhibitionist nel 2016. Eddie torna a Milano per un Exhibitionist organizzato da Fondazione Fiera Milano in collaborazione Meet the Media Guru, un’occasione per sapere tutto ma proprio tutto sulla costruzione di una mostra di grande successo e non parliamo solo di Harry Potter, ma anche di Trono di Spade e Cronache di Narnia, tutti progetti seguiti da lui.

Perché partecipare? Ad esempio perché i principi che si applicano alla creazione di una mostra di successo come quella di Harry Potter valgono anche per le fiere, i congressi e gli eventi. Qualche esempio suggerito dallo stesso Eddie Newquist?

  • Mettiti nei panni del pubblico: conosci il tuo pubblico per dargli quello che sta cercando
  • Trova il cuore della tua storia e immergi il tuo pubblico: focalizzati su cosa conta veramente e costruisci attorno il progetto
  • Scopri cosa piace al tuo pubblico del tuo marchio e mantieni la promessa
  • Premia il tuo pubblico per essere arrivato fino a te

Per saperne di più vi aspettiamo all’interno di Tempo di Libri, fiera internazionale dell’editoria che si svolge dall’8 al 12 marzo a fieramilanocity. Exhibitionist sarà venerdì 9 marzo, alle 19.00, in Sala Brown 1. Per partecipare bisogna registrarsi: basta cliccare qui 

photo Eddie

Realtà virtuale e realtà aumentata possono migliorare l’esperienza fieristica? Prima vediamo le differenze tra le due: obiettivo della realtà virtuale (VR) è convincere gli utenti di essere entrati in una realtà completamente nuova, escludendo il mondo circostante: il risultato si ottiene con dei visori che proiettano immagini che danno la sensazione di trovarsi davanti agli occhi una scena tridimensionale. La realtà aumentata (AR), invece, non esclude il mondo circostante, ma sovrappone informazioni a ciò che ci circonda attraverso strumenti come smartphone o smart glasses (gli Hololens di Microsoft, ad esempio)

Prima di usare realtà virtuale o realtà aumentata in una fiera dovremmo capire se sono funzionali agli obiettivi della manifestazione, in grado di integrarsi nell’evento e capaci di stabilire una relazione con i partecipanti. Le 5 domande che ci dobbiamo fare e che ci suggerisce il sito tsnn.com,  sono:

  1. Perché usiamo la realtà virtuale nel nostro evento?
  2. La realtà virtuale ha senso nello spazio che abbiamo a disposizione? Questa vale sia per i singoli espositori sia per le aree in cui l’organizzatore vuole ricreare un’esperienza di realtà aumentata
  3. I partecipanti vogliono usare la realtà virtuale?
  4. Esistono tecnologie alternative in grado dare un risultato migliore?
  5. Come si collega con le iniziative di promozione?

Quali saranno le implicazioni della realtà virtuale sulle fiere in futuro e quali servizi o prodotti sono già disponibili? Per saperne di più EMECA, l’associazione che raccoglie i maggiori quartieri fieristici europei, ha lanciato un bando alla ricerca di idee, prodotti e servizi per il nostro settore: i progetti vanno presentati entro il 29 maggio e possono partecipare aziende con meno di 5 anni e meno di 20 dipendenti. Trovate tutti i dettagli sul sito EMECA

EMECA Innovation Platform 2017_final

 

 

 

Giovedì 28 maggio Exhibitionist ospita Andrea Lissoni, curatore Film and International Art della Tate Modern di Londra, per parlare di “Esperienza di visita: ripensare il museo”. In una lunga intervista apparsa sul magazine online ATP Diary, Lissoni racconta il suo ruolo di curatore partendo dal caso specifico di una mostra presentata all’Hangar Bicocca nel 2014, ma offrendo spunti interessanti per capire più in generale le linee guida del suo lavoro.

Spiccano da un lato la volontà di creare “ambienti domestici”, “qualcosa che si riconosce ma che ti strania” e la speranza che “le persone entrino in mostra con la voglia di vedere le cose in una diversa prospettiva”. Questo approccio ricorda molto quello fieristico: i visitatori vengono in fiera per essere rassicurati sulla bontà delle loro scelte, ma anche per cercare una nuova prospettiva e in questo sono guidati dall’organizzatore, che legge e “reinterpreta” per loro il mercato e l’offerta.

Quindi un curatore museale e un organizzatore di fiere hanno elementi in comune? Secondo noi si! La necessità di allestire un ambiente che sia allo stesso tempo rassicurante, che dia certezze, e straniante, che faccia porre delle domande; il bisogno di condurre il visitatore lungo il percorso, di coinvolgerlo; il desiderio di valorizzare ciò che viene esposto.

Potete leggere qui tutta l’intervista a Lissoni e se volete partecipare giovedì 28 maggio alle 19.00 al Circolo della Stampa (Corso Venezia 48, Milano), dovete registrarvi sul sito www.exhibitionist.it