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Una canzone di un po’ anni fa si intitolava “Video killed the radio star” ma la radio non è morta e anzi è la televisione a non passarsela troppo bene per colpa dei nuovi stili di consumo dell’intrattenimento influenzati dai nuovi entranti digitali (un nome per tutti, Netflix). Perché la radio continua ad essere uno strumento attuale e moderno? Claudio Astorri, il prossimo protagonista di Exhibitionist, dice che la radio è un mezzo a target, personale, che segue la mobilità senza assorbire eccessiva attenzione (infatti l’autoradio è lo strumento più utilizzato per l’ascolto): l’ascoltatore decide sia la stazione che il livello di attenzione, momento per momento. Sarà per questo che lui definisce la radio un essere vivente?

Claudio Astorri ha lavorato con i nomi più significativi dell’industria radiofonica italiana: ha fondato e diretto RTL 102.5, ha lavorato allo sviluppo di Radio 105, RMC Radio Montecarlo, RAI International, Radio Italia Network, rilanciato RDS e partecipato alla creazione di Radio 24. Nella sua presentazione ci racconterà i come e i perché della radio, parlerà dell’identità di stazione e dell’interattività come elemento centrale per coinvolgere l’ascoltatore e ci guiderà verso un paragone con il mondo fieristico. Come le radio anche le fiere sono fatte di interattività, mettono in contatto con il mondo, hanno un palinsesto che è frutto di una ben precisa identità e tempi molto rigidi.

Se siete curiosi di saperne di più non perdete l’appuntamento di domani, 26 ottobre, alle 19, a Palazzo Giureconsulti a Milano. Per partecipare cliccate qui.

 

Le fiere servono agli espositori a raggiungere molti obiettivi: vendere, incontrare clienti attuali e potenziali, ottenere visibilità, entrare in nuovi mercati, testare i prodotti e le campagne di marketing per capire la reazione dei visitatori.

Cosa succede se un’intera fiera è usata per testare le reazioni dei visitatori? I fondatori di Zalando hanno definito Bread&Butter un testing ground e stanno usando questo laboratorio per osservare l’interazione tra i brand e i consumatori finali nel mondo reale, sperimentare e rendere gli store fisici dei brand partner più esperienziali, creare contenuti che vengono trasmessi sulla piattaforma web di Zalando (la fiera ha avuto 20.000 visitatori a Berlino e 6 milioni di visualizzazioni sul web).

Le fiere garantiscono quell’esperienza e quell’interazione che il web non può offrire, e per questo uno dei maggiori player mondiali dell’e-commerce ha scelto di acquistarne una. Certo che il nuovo modo di “fare fiere” di Zalando può sembrare destabilizzante: ad esempio misura il successo di Bread & Butter non in termini di vendite (di prodotti o di spazi), ma di reach e impression, che sono parametri di digital marketing puro. Inoltre Zalando vuole connettere (nel mondo fisico e in quello digitale) l’intero sistema moda e ha gli strumenti per farlo o li sta sviluppando: penso ai Partner Programme per i grandi brand o ai progetti pilota per coinvolgere i negozi fisici nella consegna degli ordini. Che effetti avrà sul sistema fieristico questo cambio di prospettive?

Per leggere l’intera intervista cliccate qui.

No, non si tratta di un errore: on-live è la sintesi della tendenza in atto che vede l’unione delle esperienze live e della comunicazione online con l’obiettivo di amplificare i risultati e generare un coinvolgimento in grado di superare i limiti di spazio e di tempo tipici del Face 2 Face.

Il termine è usato da Kim Myhre, direttore generale di FreemanXP EMEA, per commentare i risultati di un indagine condotta da IPA (associazione anglosassone dei pubblicitari) sull’evoluzione dei budget di marketing: nel primo trimestre 2016 i budget crescono in media del 3%, ma l’aumento arriva sopratutto da internet (+9,8%) e dagli eventi (+6,3%), mentre le altre voci sono riviste al ribasso.

marketing budget_Bellwether report 2016

UK  Marketing budget I° trim 2016, IPA Bellwether Report

Anche Eddie Newquist, protagonista dell’ultimo appuntamento di Exhibitionist, ha parlato di commistione tra live e online, citando anche i millenials: le esperienze e il live engagement formano l’identità e creano ricordi, che sono poi condivisi attraverso i social. Insomma gli smartphone sono solo degli strumenti e le interazioni digitali non sono poi così speciali, sono ordinarie; quello che conta è creare esperienze straordinarie. Trovate questa parte del suo intervento e gli altri estratti video della presentazione sul sito Exhibitionist.

“In un mondo di schermi il face to face non è mai stato così potente”. Lo dice Simon Burton, il protagonista del prossimo incontro di Exhibitionist.

Simon Burton si autodefinisce “Agent provocateur in PR, events, social media and entrepreneurship”. E’ proprietario e amministratore delegato di Exposure Communications, società inglese di organizzazione di eventi, PR e consulenza per fiere ed eventi, che pone grande attenzione alle opportunità che derivano dalla combinazione della comunicazione online e face to face.

Nella sua presentazione, che si intitola (R)innovare gli eventi e le fiere, Burton ci racconterà la costruzione di community forti attorno a 3 eventi che non hanno un format fieristico tradizionale e ci spiegherà quali mezzi hanno usato per comunicarli, a volte anche in modo originale e diverso dal solito.

Siete pronti a pensare fuori dagli schemi? Speriamo di si! Ci vediamo giovedì 24 settembre alle 19.00, al Centro Svizzero (via Palestro 2 – Milano).

L’ingresso è gratuito ma vi chiediamo di registrarvi qui!

 

 

 

Continuiamo a credere nelle potenzialità del face to face, nelle relazioni nate da una stretta di mano, nella concretezza degli spazi espositivi. Siamo quindi molto contenti di segnalare l’iniziativa di un organizzatore che premia la bellezza e la funzionalità delle vetrine dentro cui i prodotti presenti in fiera vengono esaltati e le interazioni tra persone prendono forma, ossia gli stand.

L’ultima edizione di Lineapelle ha visto rinascere il Premiostand: dal 25 al 27 febbraio 2015 professionisti qualificati hanno visitato i padiglioni alla ricerca di parametri esemplari nella fruibilità, nell’estetica e funzionalità, nella chiarezza comunicativa e nella celebrazione dell’intera esposizione.

Il risultato? Lo potete vedere voi stessi cliccando qui.

Sono stati pubblicati alla fine di marzo i dati di bilancio di Global Sources, colosso asiatico delle vendite B2B online. Nel quarto trimestre 2014 il fatturato è stato pari a 62,9 milioni $ (in crescita rispetto allo stesso periodo del 2013, con 60,1 milioni $): le fiere hanno contribuito in misura significativa, con 38,2 milioni $ (nel 2013 33,2 milioni $), registrando un incremento del 15% a fronte di un calo del fatturato online (si avete letto bene…) del 10%. Infine l’adjusted EBITDA è passato da 13,1 milioni $ nel quartro trimestre 2013 a 12,2 milioni $ nello stesso periodo del 2014.

Se si analizzano i risultati dell’intero 2014, si vede che il fatturato è stato pari a 198,2 milioni $, sostanzialmente stabile rispetto al 2013, chiuso con 197,5 milioni $ mentre l’adjusted EBITDA è stato di 37,3 milioni $ (40,4 nel 2013).

Ancora più interessanti, fieristicamente parlando, le prospettive per il primo semestre 2015: i ricavi sono previsti tra i 90 e i 92 milioni $, con un mix di fonti che ipotizza per le fiere la parte da leone (50-51%), seguite da online (38-39%), stampa (5-6%) e un residuale 4% da altre fonti.

Sulla pagina dell’Investor Relations del sito di Global Sources potete scaricare il comunicato stampa di chiusura.

No, O2O non è una formula chimica ma l’acronimo di Online to Offline, ossia l’integrazione tra Internet e la presenza fisica.

Questa settimana se ne è parlato perché Alibaba, gigante dell’e-commerce cinese, ha deciso di investire una sostanziosa somma di denaro (692 milioni di dollari) in una catena cinese di department store, Intime. L’obiettivo dichiarato è quello di “integrare i database clienti e i sistemi di pagamento, creando un’infrastruttura di commercio O2O che renda più fluidi le transazioni, le attività di marketing e i servizi erogati”.

Concretamente cosa significa? Ad esempio i clienti di Tmall.com (la piattaforma consumer Alibaba) e quelli di Intime potranno fare acquisti online e ritirare i prodotti nei negozi Intime, oppure potranno fare acquisti nei negozi ma pagare elettronicamente usando il loro cellulare e il QR code.

Questa nuova tendenza non la troviamo solo nel commercio, ma anche nelle fiere, basti pensare alla presentazione di Eddie Choi durante il sesto incontro di Exhibitionist. Abbiamo sempre detto che online e offline sono complementari e non sostitutivi, ma non abbiamo mai dedicato troppa attenzione alla loro contemporaneità: questo non vuol dire solo twittare mentre si è in fiera, ma significa sfruttare opportunità che semplificano l’interazione con il cliente e aiutano a raccogliere informazioni sulla presenza in fiera.