Le fiere dell’area Beni Strumentali e di Processo

Nella nostra serie dedicata alle rilevazioni statistiche delle fiere dedicate ai settori industriali e organizzate dagli associati di Comitato fiere Industria, oggi ci dedichiamo al settore dei beni strumentali di processo. Vi ricordiamo che l’analisi è stata effettuata prendendo come base di riferimento le statistiche fieristiche annuali elaborate della Conferenza delle Regioni su dati rilevati dai competenti Assessorati Regionali. Se volete rivedere i dati del settore Moda e Persona potete leggere il post dedicato

Tra il 2015 e il 2020 le fiere del settore beni strumentali e di processo sono state 23: Milano ne ha ospitate 15, Bologna 3, Bari 2, mentre a Parma, Rimini e Verona si è tenuta una fiera. Parliamo di fiere con cadenza annuale (9), biennale (7), triennale (6) e in un caso – Expodetergo – quadriennale. Nell’elenco è presente anche EMO, fiera mondiale della lavorazione dei metalli che si svolge a edizioni alterne a Milano e ad Hannover.

Gli espositori sono stati 12.000 su più di 500.000 metri quadrati di aree locate, e più di 500.000 visitatori hanno partecipato alle manifestazioni. Il tasso di internazionalità è pari al 36% per gli espositori e al 29% per i visitatori.

Rispetto alle fiere del settore Moda e Persona, analizzate nel post precedente, lo stand medio, dato dal rapporto tra i metri quadrati e gli espositori totali, è più grande, dato che i prodotti esposti hanno caratteristiche e dimensioni ben diverse: nelle fiere di Beni strumentali e di Processo lo stand medio è di 45 metri quadrati, mentre nel settore Moda, è di 35 metri quadrati.

Letture per le vacanze

Chi di voi ha già la valigia pronta?

Se siete in cerca di ispirazione per le vostre letture estive, ecco un paio di consigli utili per fieristi e organizzatori di eventi:

  1. “The Art of Gathering – How We Meet And Why It Matters” di Priya Parker.

Consigliato da Chris Anderson, il curatore dei TED talk, questo libro vi aprirà nuovi orizzonti sull’arte di incontrarsi. Laureata in Organizational design al Massachusetts Institute of Technology, Priya Parker è la fondatrice di Thrive Labs, azienda di consulenza che aiuta a definire la vision e la cultura organizzativa di start up, ONG e grosse aziende. Priya sostiene che quando organizziamo eventi troppo spesso ci facciamo influenzare dalla routine, perdendo di vista il motivo per cui ci incontriamo. L’autrice ci fa scoprire il suo approccio incentrato sulle persone e sulla definizione di strategie che rendono qualsiasi incontro memorabile.

  1. “Creativity, Inc.: Overcoming the Unseen Forces That Stand in the Way of True Inspiration” di Ed Catmull.

Direttamente dalla penna del co-fondatore e presidente della Pixar, un libro sulla creatività. Fin da quando era un giovane studente, Ed Catmull aveva un sogno: realizzare il primo film animato al computer al mondo. Dopo le sue prime esperienze informatiche con i pionieri del pc e l’incontro con George Lucas, nel 1986 fondò la Pixar assieme a John Lasseter e Steve Jobs. In questo libro racconta la nascita e la crescita di una piccola azienda che in poco tempo è riuscita a diventare un riferimento nell’industria cinematografica. Ed Catmull non nasconde nulla, né i grandi successi né i clamorosi flop, e descrive come si sviluppa un processo creativo efficace tramite una continua riorganizzazione dei team di lavoro.

Future proof exhibitions

La sfida è di grande portata: come rendere le fiere “a prova di futuro”?

Cosa possiamo fare per rispondere ai bisogni in trasformazione di una nuova generazione di utenti che si affaccia sul mercato? Come affrontare le sfide che derivano da una concorrenza che non necessariamente proviene dal mondo fieristico? Cosa possiamo fare per rendere sicuri i luoghi in cui si incontrano moltissime persone? Come sopravvivere e prosperare in un contesto che vede sfumare i confini trai format mentre è in atto un processo di consolidamento?

A queste domande cercherà di dare delle risposte il prossimo convegno UFI, che si svolgerà a Verona dal 2 al 4 maggio. Il programma è ricco di spunti, sia di ampio respiro e strategici, che pratici e operativi. Si parlerà di digital disruption, intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata, ma anche di sicurezza. Uno dei relatori è Eddie Choi, che è stato protagonista di Exhibitionist alcuni anni fa: Eddie calerà il tema centrale del convegno all’interno della cultura aziendale, perché la gestione delle risorse umane è il primo passo per realizzare fiere “a prova di futuro”.

Se volete partecipare siete ancora in tempo: la registrazione è aperta sia agli iscritti che ai non iscritti a UFI. Per maggiori informazioni, dettagli e costi vi suggerisco di visitare il sito UFI. 

Ci vediamo a Verona!

Forma di interazione nell’era digitale

Una canzone di un po’ anni fa si intitolava “Video killed the radio star” ma la radio non è morta e anzi è la televisione a non passarsela troppo bene per colpa dei nuovi stili di consumo dell’intrattenimento influenzati dai nuovi entranti digitali (un nome per tutti, Netflix). Perché la radio continua ad essere uno strumento attuale e moderno? Claudio Astorri, il prossimo protagonista di Exhibitionist, dice che la radio è un mezzo a target, personale, che segue la mobilità senza assorbire eccessiva attenzione (infatti l’autoradio è lo strumento più utilizzato per l’ascolto): l’ascoltatore decide sia la stazione che il livello di attenzione, momento per momento. Sarà per questo che lui definisce la radio un essere vivente?

Claudio Astorri ha lavorato con i nomi più significativi dell’industria radiofonica italiana: ha fondato e diretto RTL 102.5, ha lavorato allo sviluppo di Radio 105, RMC Radio Montecarlo, RAI International, Radio Italia Network, rilanciato RDS e partecipato alla creazione di Radio 24. Nella sua presentazione ci racconterà i come e i perché della radio, parlerà dell’identità di stazione e dell’interattività come elemento centrale per coinvolgere l’ascoltatore e ci guiderà verso un paragone con il mondo fieristico. Come le radio anche le fiere sono fatte di interattività, mettono in contatto con il mondo, hanno un palinsesto che è frutto di una ben precisa identità e tempi molto rigidi.

Se siete curiosi di saperne di più non perdete l’appuntamento di domani, 26 ottobre, alle 19, a Palazzo Giureconsulti a Milano. Per partecipare cliccate qui.

 

La nuova Via della Seta

La Belt & Road Initiative apre molte opportunità per i porti del Mediterraneo, e per le fiere? Alcuni spunti di riflessione dalla presentazione del 4° Rapporto Annuale Italian Maritime Economy di SRM

La Cina attraverso la Belt & Road Initiative investirà nei prossimi anni oltre 1.000 miliardi di dollari per realizzare e rafforzare opere marittime, stradali, aeroportuali e ferroviarie con lo scopo di incrementare le relazioni internazionali con l’Eurasia. Il programma di investimenti interesserà tutto il Mediterraneo con particolare attenzione ai porti e alle infrastrutture intermodali. I Paesi maggiormente coinvolti saranno Grecia, Olanda, Israele, Turchia e Italia. Secondo le previsioni al 2020, la nuova Via della Seta consentirà alla Cina di realizzare un export nei Paesi interessati di circa 780 miliardi di dollari e un import di 570.

L’Italia, grazie alla sua posizione geografica e alla sua dotazione logistica e portuale può rivestire un ruolo di primo piano nella Belt & Road Initiative, proponendosi come punto strategico di imbarco e sbarco e come hub logistico per le navi che percorrono la rinnovata Via della Seta. Già ora, con una quota di mercato del 35%, è leader europeo per trasporto di merci a corto raggio.

Inoltre da sempre l’Italia è paese di santi, poeti e navigatori, le nostre aziende hanno una forte dipendenza dal mare, il 37% dell’interscambio commerciale è realizzato proprio via mare.

La Via della Seta sarà il nuovo canale per la crescita delle infrastrutture e soprattutto del sistema produttivo globale, quali impatti avrà sul sistema fieristico italiano? Più merci transitano, più merci si scambiano, più persone si dovranno incontrare per stringere accordi commerciali. Le fiere italiane saranno i terminali di tutti i prodotti e i semilavorati che navigheranno per le nuove rotte della Via della Seta? Il potenziale di crescita è enorme. Staremo a vedere …

Per ulteriori approfondimenti: http://www.srm-maritimeconomy.com/conference-proceedings-italian-maritime-economy-2017/?lang=it