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E’ questa la domanda a cui risponderemo domani, 24 maggio, durante il quattordicesimo incontro di Exhibitionist, dedicato alla manifattura digitale e alle prospettive per le imprese italiane.

Dopo l’incontro dell’anno scorso con Denis Santachiara, che ha affrontato la manifattura digitale dal punto di vista delle potenzialità per il design, abbiamo chiesto ad Alessandra Lanza, partner di Prometeia e responsabile delle Strategie Industriali e Territoriali, di parlare di manifattura digitale con un focus sulle opportunità per il Made in Italy.

L’integrazione del digitale nei processi e nelle produzioni industriali come trasformerà il settore manifatturiero? Le imprese italiane sono in grado di affrontare questo cambiamento e come stanno reagendo alle opportunità offerte dalla stampa 3D e dall’Internet delle cose?

le tecnologie abilitanti

Vi aspettiamo domani, 24 maggio, alle 19, in Fondazione Fiera Milano, Viale Boezio 15. Per registrarvi cliccate qui

Ufi è tornata a Milano a 90 anni dalla sua fondazione e a 67 anni dall’ultimo congresso ospitato in città: dal 4 al 7 novembre il centro congressi MiCo hanno ospitato l’82esimo congresso dell’associazione di riferimento nel settore fieristico mondiale, con Fondazione Fiera Milano nei panni di società ospitante. Più di 480 partecipanti (il congresso UFI più grande di sempre!) provenienti da 53 Paesi si sono riuniti per confrontarsi sul futuro del settore fieristico e per immaginarsi le fiere nel 2030.

Il programma è stato come sempre articolato e ha ospitato interventi non solo fieristici in senso stretto, ma utili per inquadrare il contesto: l’apertura dei lavori è stata affidata al futurologo Vito di Bari, che ha introdotto la platea al mondo del 2030, poi è stata la volta di due panel che hanno avuto per protagonisti professionisti del mondo fieristico che hanno discusso del coinvolgimento delle nuove generazioni e dell’attrazione dei talenti verso un settore spesso, a torto, percepito come poco appetibile. L’ultima giornata di congresso è stata occasione per ascoltare l’intervento di Jochen Witt, sempre molto incisivo nel proporre una lettura che spazia dai temi macroeconomici alle tendenze di settore, e per chiudere i lavori con Andrew Keen, per il quale “internet non è la risposta”.

Il congresso è stato l’occasione per accogliere il nuovo presidente UFI per il 2015/2016, Sergey Alexeev, e per salutare il direttore generale Paul Woodward, che lascia il posto a Kai Hattendorf, proveniente da Messe Frankfurt, ma gli avvenimenti non si sono esauriti all’interno del centro congressi: c’è stata l’opportunità di vivere una serata di spettacolo, musica, cucina ed emozioni e di cogliere i volti di una città dinamica e in trasformazione.

 

Avete partecipato all’incontro di Exhibitionist con Andrea Fontana? Vi eravate registrati ma per qualche motivo non avete potuto partecipare? Non vi eravate registrati, non avete partecipato ma siete interessati allo storytelling?

Abbiamo pensato di realizzare una collana editoriale, in collaborazione con il 24 ORE Cultura, per approfondire alcuni temi discussi durante gli incontri di Exhibitionist perché crediamo che gli stimoli che emergono face to face abbiano bisogno di essere metabolizzati, arricchiti, reinterpretati e, perché no, resi fruibili anche a chi non può essere presente in sala durante gli incontri.

Abbiamo deciso di iniziare da Andrea Fontana e dal racconto degli spazi: il libro si intitola “Space drama” e sarà disponibile in libreria dalla metà di febbraio.

Space drama

Mediajuicelab è la prima azienda che, dopo aver frequentato la formazione prevista nel progetto Start Up in Fiera di Fondazione Fiera Milano, si è trasformata in espositore. In fiera, Mediajuicelab srl, sviluppatore di reti d’impresa, ha presentato il progetto Donkey Commerce, una nuova piattaforma di e-commerce, sviluppata con l’obiettivo di favorire la nascita di un sistema etico ed economico di moderni commercianti, anche quando privi di specifiche competenze tecniche e consistenti budget, in grado di creare una rete di impresa senza confini, geografici e di business.

Gli abbiamo chiesto le prime valutazioni a caldo sulla partecipazione a SMAU 2014, ecco cosa ci hanno raccontato:

Il nostro principale obiettivo era di verificare la bontà della nostra idea e del modello di business ed avere dei feedback. Lo sviluppo del prodotto ha subito un’accelerata al fine di dover completare funzionalità indispensabili per poter presentare il prodotto nella sua interezza a possibili investitori e partner.

… abbiamo provveduto a creare qualcosa di disruptive anche nello stand …

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Alla fine dei tre giorni non avevamo più voce, ci siamo mossi su più fronti attendendo la persone nello stand, visitando noi gli stand di interesse, partecipando al matching, cercando quindi di massimizzare non aspettando gli utenti ma andandoseli a prendere. Abbiamo usato la fiera anche per invitare investitori che conoscevamo al fine di rendere evidente che stiamo facendo sul serio.

Successivamente abbiamo ricevuto molte richieste dai contatti che abbiamo preso … se fossimo stati veramente online avremmo già recuperato l’investimento fatto abbondantemente. In totale siamo più che soddisfatti del risultato, abbiamo già programmato la presenza ad un’altra fiera … 

All’interno del team la carica è stata molto alta perché abbiamo avuto un ritorno dei contatti del 100% e questo per noi era molto importante.

Crederci è fondamentale, sapere che ci credono anche gli altri è più potente.”

Il primo semestre 2014 segna un ulteriore passo in avanti per la fiducia delle imprese italiane del settore Moda e Arredamento che partecipano alle fiere di Fiera Milano di qualità di espositori.

I segnali positivi confermano un trend osservato già sul finire del 2013. Per entrambi i settori la fiducia continua a risalire portandosi nel primo semestre 2014 ai livelli precrisi. La fiducia è trainata dall’andamento molto positivo del livello di fatturato e del livello degli acquisti rilevato dalle aziende. In particolare si dichiarano fiduciose le aziende che hanno messo in atto strategie di backsourcing, confermando, forse solo indirettamente, quanto sia utile e attuale confrontarsi su questa tematica per ipotizzare strumenti efficaci di sostegno alle imprese.

La performance economica dell’azienda influenza positivamente anche la percezione del futuro del settore di appartenenza, infatti prevedono un deciso miglioramento del settore pari al 47% per l’arredamento e 26% per la moda. Tali valori diventano ancor più significativi se sommati con l’indicazione di stabilità che in questo preciso momento storico non può che essere interpretata positivamente (raggiungono rispettivamente il 96% e l’85%).

Gli espositori dei settori moda e arredamento hanno fiducia anche nella ripresa del nostro Paese? Su questo argomento si dichiarano molto più tiepidi. Solo il 24% delle aziende dell’arredamento e il 15% delle aziende della moda hanno una visione positiva dei prossimi mesi, sommando anche le indicazioni di stabilità si raggiunge rispettivamente l’80% e il 64%.

Dal Rapporto Unioncamere 2013 scopriamo che i principali problemi che le Start Up si trovano ad affrontare nei primi anni di vita dell’impresa sono, oltre al clima economico sfavorevole (23.2%) e alle procedure amministrative (12.3%), la commercializzazione e la possibilità di farsi conoscere dai clienti (11%) e la capacità di analizzare la concorrenza (10.2%). Quale modo migliore per risolvere queste difficoltà, se non con la partecipazione ad una fiera di settore? Infatti le fiere sono popolate da quelle aziende interessate ad accedere a nuovi mercati e nuovi clienti, ad acquisire conoscenze strategiche dal confronto con le altre aziende presenti. La fiera è lo strumento più idoneo, soprattutto per le nuove aziende, per testare il mercato, è il media per eccellenza delle novità dove si espone – e quindi dove si ricerca – il «nuovo».

Il profilo delle aziende espositrici che partecipano alle fiere internazionali di Fiera Milano (Banca Dati Fondazione Fiera Milano; 2014) delinea imprese che innovano, che vogliono aprire nuovi mercati e non si accontentano; queste qualità sono ancor più evidenti nelle start up. Oltre l’80% delle start up espositrici, dichiarano di aver introdotto innovazioni a seguito della partecipazione alla Fiera (rispetto al 68% del totale delle aziende); il 54% dichiara inoltre di aver visto crescere il propri contatti commerciali con l’estero (rispetto al 44% delle altre aziende). In generale dimostrano una più alta soddisfazione per la partecipazione, circa il 78% delle Start up infatti si dichiara soddisfatto rispetto a un pur alto grado di soddisfazione (68%) delle altre aziende.

L’effetto fiducia che si respira in fiera si ripercuote sulla percezione dei risultati economici durante l’anno: le Start Up vedono l’andamento dei propri ordini e del proprio fatturato in forte aumento (oltre il 40% in entrambi i casi) e risultano ben più positive delle imprese consolidate.

 

Alberto Cairo, protagonista del terzo appuntamento di Exhibitionist, ci ha dato una serie di spunti di riflessione preziosi per costruire un’infografica.

Il punto di partenza di un’infografica non è il software e nemmeno la bellezza di un’immagine, ma il dato! Senza un accurato processo editoriale di identificazione delle fonti, valutazione dell’importanza dei dati (cosa è rilevante, cosa è secondario?), pianificazione e costruzione di un racconto (ricordate Exhibitionist #02 sullo Storytelling?), i software disponibili non servirebbero a niente e la componente artistica non sarebbe in grado di sostituirsi all’essenza dell’infografica,  che consiste nel rendere accessibili e comprensibili le informazioni.

Per rivedere (o vedere per la prima volta) la presentazione di Alberto Cairo, cliccate qui