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Zalando, gigante tedesco dell’e-commerce, ha firmato una lettera di intenti per acquistare Bread & Butter, la fiera tedesca di urbanwear e streetwear che negli ultimi mesi ha vissuto un periodo veramente burrascoso, fatto di cancellazioni di manifestazioni, spostamenti di sede e, infine, la presentazione di istanza di fallimento.

Insomma, i già citati Alibaba e Global Sources non sono gli unici interessati alle fiere come piattaforma per rafforzare i legami con i propri clienti! Come si evolverà la fiera nelle mani di una società di e-commerce? L’accordo sarà finalizzato nelle prossime settimane, ma emergono le prime indicazioni di quella che sarà la fiera a partire dal 2016: sempre meno B2B e sempre più B2C, uno strumento per coinvolgere a tutto tondo i clienti della piattaforma di e-commerce, come dice Matteo Bovio, communication manager Italia di Zalando.

Per leggere l’articolo, apparso su Pambianconews, cliccate qui.

Sono stati pubblicati alla fine di marzo i dati di bilancio di Global Sources, colosso asiatico delle vendite B2B online. Nel quarto trimestre 2014 il fatturato è stato pari a 62,9 milioni $ (in crescita rispetto allo stesso periodo del 2013, con 60,1 milioni $): le fiere hanno contribuito in misura significativa, con 38,2 milioni $ (nel 2013 33,2 milioni $), registrando un incremento del 15% a fronte di un calo del fatturato online (si avete letto bene…) del 10%. Infine l’adjusted EBITDA è passato da 13,1 milioni $ nel quartro trimestre 2013 a 12,2 milioni $ nello stesso periodo del 2014.

Se si analizzano i risultati dell’intero 2014, si vede che il fatturato è stato pari a 198,2 milioni $, sostanzialmente stabile rispetto al 2013, chiuso con 197,5 milioni $ mentre l’adjusted EBITDA è stato di 37,3 milioni $ (40,4 nel 2013).

Ancora più interessanti, fieristicamente parlando, le prospettive per il primo semestre 2015: i ricavi sono previsti tra i 90 e i 92 milioni $, con un mix di fonti che ipotizza per le fiere la parte da leone (50-51%), seguite da online (38-39%), stampa (5-6%) e un residuale 4% da altre fonti.

Sulla pagina dell’Investor Relations del sito di Global Sources potete scaricare il comunicato stampa di chiusura.

Fiere fisiche o fiere virtuali? Il dilemma ha tenuto banco per un bel pò e il settore si era diviso in due fazioni:da un lato i fautori del virtuale sostenevano che la fiera tradizionalmente intesa sarebbe stata soppiantata dalle opportunità di connessione offerte da nuovi mondi (bastava pensare a Second Life); dall’altro i sostenitori della fiera fisica pensavano che la fiera virtuale non avrebbe mai sostituito le possibilità di incontro della fiera fisica.

Nel frattempo Second Life si è spento, importantissime piattaforme asiatiche di e-commerce sono entrate nel mondo fieristico organizzando eventi live (i pluri-citati Global Sources e Alibaba) e gli organizzatori di fiere si sono spinti verso il mondo digitale. Un esempio recente e di successo è quello di e-Pitti: ieri sono stati annunciati i risultati positivi di e-Pitti, versione online delle fiere che si svolgono a Firenze.

Il successo della versione digitale della fiera secondo Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, sta nel dialogo tra i due tipi di fiera, perché sono ”complementari e si rafforzano a vicenda”.

Il dilemma del passato recente è stato quindi superato: non è cambiata solo la terminologia (di fiera virtuale si parla sempre meno), ma anche il modo stesso di pensare allo strumento, abolendo le contrapposizioni e lasciando spazio alle integrazioni.

Global Sources ha aggiunto un altro tassello significativo al suo crescente know how organizzativo: ha appena acquisito la quota di maggioranza di un pacchetto di 4 fiere di meccanica organizzate a Shenzen, nella regione del Guangdong, il più importante polo produttivo cinese.

Il pacchetto, pari a un valore che varia tra 11 e 16 milioni di dollari, comprende il 70% della Shenzhen International Machinery Automation Exhibition e Shenzhen International Mould Making Technology & Product Exhibition, oltre al 56% della Shenzhen International Cutlery & Tools Exhibition e della Shenzhen International Metal Processing Industry Exhibition.

Non è la prima acquisizione fieristica di Global Sources, dato che l’anno scorso era entrata in possesso dell‘80% di una fiera di abbigliamento, sempre a Shenzen.

Dalle parole del presidente di Global Source emerge la volontà di investire in un’area geografica strategica, in un settore strategico,che è alla base della produzione industriale, e traspare inoltre un’evoluzione verso mercati più complessi rispetto a quelli finora presidiati.

 

La scorsa settimana ho letto che Tesco sceglierà il Queen Elizabeth II Conference Centre per la versione londinese della sua Wine Fair…..Tesco, la maggiore catena di supermercati del Regno Unito e tra le prime 3 al mondo? Tesco, che ha un database in grado di tracciare le abitudini di acquisto dei suoi moltissimi clienti? Si, quella Tesco!!

Dopo avere sviluppato una community dedicata al vino, da qualche anno ha affidato ad una società di PR ed eventi specializzata nel segmento vino e drink anche l’organizzazione operativa di fiere per il grande pubblico. Le Tesco Wine Fair si tengono in 5 città  britanniche e nei 2 giorni di manifestazione i visitatori assaggiano, sperimentano, imparano, approfondiscono e comprano.

Questa notizia secondo me genera un paio di spunti di riflessione: prima di tutto una conoscenza strutturata dei propri clienti (database!) spinge nuovi operatori a entrare nel mercato fieristico (basti pensare a Global Sources e Alibaba); inoltre se una catena di supermercati sviluppa una community online e poi decide di organizzare fiere vuol dire che per alcuni prodotti (e il vino è uno di questi) il contatto al punto vendita non basta più, la community online da sola non è sufficiente e le fiere garantiscono occasioni di socialità ed esperienzialità.

Alla fine di novembre Global Sources ha pubblicato i risultati di un sondaggio condotto presso un campione di aziende cinesi appartenenti a diversi settori produttivi, intervistate circa gli effetti della crisi europea sui flussi di export.

Il 94% degli intervistati ha risentito degli effetti della crisi del debito in Europa e tra questi il 35% ha dichiarato di essere stato colpito in modo significativo.

Più del 40% dei rispondenti sostiene che cresceranno le esportazioni verso Centro e Sud America, Medio Oriente, Africa ed Europa dell’Est. Anche l’Asia-Pacifico rappresenta una valida alternativa, oltre al mercato interno, agevolati in questo dalle misure governative che mirano ad aumentare il consumo interno. 

Per attrarre nuovi buyer, sia interni che stranieri, le aziende punteranno sul lancio di nuovi prodotti e sul miglioramento di quelli esistenti, attraverso l’incremento del budget in attività di ricerca e sviluppo. Tra gli strumenti considerati per sostenere l’export anche politiche di pricing e una soglia più bassa di ordibnativi minimi.

Global Sources, uno dei maggiori gestori di marketplace in Asia, alla fine di agosto ha comunicato di avere già venduto tutti gli spazi epositivi delle fiere che organizzerà a  ottobre a Hong Kong nei settori dell’elettronica, sicurezza, energia solare e prodotti per il risparmio energetico. Dal 12 al 15 ottobre Asia World Expo, il quartiere fieristico vicino all’aeroporto di Hong Kong, ospiterà 3.800 stand, con una crescita del 15% rispetto alla fiera del 2010.

Un’ulteriore conferma dell’andamento positivo del segmento fieristico di Global Sources arriva dalla notizia che l’edizione primaverile delle stesse fiere ha richiamato più di 30.000 visitatori, +18,7% rispetto al 2010