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AMR International ha pubblicato pochi giorni fa la classifica dei primi 20 organizzatori di fiere al mondo in base al fatturato proforma 2016: Reed continua a mantenere la testa della classifica e UBM è al secondo posto ma la distanza tra i due si è ridotta sensibilmente: mentre Reed raggiunge 1,3 miliardi di dollari di fatturato, UBM supera la soglia di 1,1 miliardi di dollari (erano 964 nel 2015). Evidentemente la strategia “Events First” sta dando i suoi frutti.

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E a proposito di “Events First” e dell’obiettivo dichiarato di diventare il primo organizzatore di eventi B2B al mondo, è dello stesso giorno la notizia dell’acquisizione da parte di UBM di Allworld Exhibitions, organizzatore di fiere con una forte presenza in Asia (51 fiere e un fatturato di poco meno di 100 milioni di dollari). L’accordo è stato concluso alla cifra di 485 milioni di dollari.

C’è da aspettarsi un 2017 frizzante tra alleanze e acquisizioni? Vi terremo aggiornati, ma intanto se volete potete leggere su Exhibition World gli articoli sulla classifica dei top player e dell’acquisizione di Allworld.

 

E’ un dato di fatto: in Italia il 79% di chi usa internet lo fa tutti i giorni e passa mediamente 4 ore al giorno navigando con pc e tablet e 2 ore e 10 minuti con smartphone; il tempo che passiamo sui social quotidianamente è poco meno di 2 ore in media e per contro dedichiamo poco meno di 2 ore e mezza al giorno a guardare la televisione.

Questi numeri descrivono una realtà con cui inevitabilmente il settore fieristico deve fare i conti: il digitale non è in grado di sostituire il momento fieristico, ma offre nuove opportunità di comunicazione, integra l’offerta di servizi e può rappresentare nuove opportunità di business. Oltre a “mettere sotto pressione” gli organizzatori perché le soluzioni sembrano in grado di garantire una migliore misurazione dei ritorni sugli investimenti.

Organizzatori e quartieri fieristici che hanno partecipato al Global Exhibition Barometer UFI (The Global Association of the Exhibition Industry) considerano l’impatto della digitalizzazione un tema molto rilevante, soprattutto con riferimento alla risposta ai bisogni digitali dei clienti e all’offerta di nuovi prodotti digitali. Nella realtà però si sta facendo ancora molto poco se, come sottolinea il report AMR, in media solo il 2% del fatturato degli organizzatori di fiere in tutto il mondo proviene dall’offerta di soluzioni e prodotti digitali.

Per cercare di capire come si sta muovendo un player di rilievo del settore fieristico non perdete quindi il prossimo appuntamento di Exhibitionist: mercoledì 21 settembre ospiteremo Stephan Peyer, direttore sviluppo di MCH Group, che comprende le fiere di Basilea, Zurigo e Losanna e diverse aziende che offrono “Live Marketing Solutions”. Con lui parleremo del “Potere delle fiere nell’era digitale”: ci faremo guidare lungo il customer journey dei clienti e scopriremo nuovi sistemi ibridi che combinano live e digitale. Un esempio? E’ di poche settimane fa la notizia dell’acquisizione da parte di MCH Group della piattaforma online Curiator, con l’obiettivo di accrescere la posizione di MCH Group, organizzatore di Art Basel, nel mercato globale dell’arte.

Vi aspettiamo, il 21 settembre, alle 19, a Palazzo Giureconsulti a Milano; la partecipazione a Exhibitionist è gratuita ma prima dovete registrarvi cliccando qui

 

 

 

Dal 20 al 22 giugno si sono svolti a Basilea i seminari europei UFI per discutere “The challenge of change”, con focus in particolare su digitalizzazione, trasformazione del business e sicurezza. Abbiamo ascoltato le prospettive di esperti in marketing digitale, studi sociali e comportamentali, innovazione, oltre che di professionisti del nostro settore, che hanno condiviso le loro esperienze.

Come si possono sintetizzare queste giornate? Secondo me le parole chiave sono: innovazione, concorrenza, collaborazione, contenuti. “Innova o muori” ci ha detto Bernd Heinrichs, responsabile degli Innovation Center di Cisco in EMEAR (Europa, Medio Oriente, Africa e Russia), perché la concorrenza può arrivare in modo inatteso, da player di settori diversi: ad esempio McLaren, dopo aver accumulato esperienza nella lettura e interpretazione in tempo reale dei dati durante le gare di Formula 1, ha deciso di capitalizzare le competenze acquisite trasformandosi in fornitore di soluzioni per la gestione e l’analisi dei dati.

La collaborazione e il coinvolgimento sono essenziali per produrre risultati positivi: collaborazione con i partner, gli espositori, i visitatori, gli stakeholder. La comprensione delle necessità degli interlocutori diventa la chiave di volta, come ci ha ricordato Andreas Stammnitz, che dall’editoria ha vissuto in prima persona la trasformazione digitale. Infine, come è stato ribadito più volte, anche da Stephan Peyer, direttore sviluppo di MCH Group, “content is king”: il contenuto deve essere al centro dell’offerta, live o ditale che sia, e la comprensione dei meccanismi di funzionamento del settore a cui appartiene la fiera deve guidare le decisioni, perché non esiste una soluzione unica per tutti i problemi.

 

 

In un settore considerato, a volte a ragione, troppo ingessato, poco incline al cambiamento e poco sexy, fa piacere leggere un bell’articolo di Exhibition World in cui Rene Kamm, presidente e amministratore delegato di MCH Group, spiega il percorso che a partire dal 2006 ha trasformato quella che un tempo era Messe Basel in un’azienda diversa.

Kamm parla delle acquisizioni di fornitori di serivizi per eventi con l’obiettivo di intercettare nuovi pubblici e sottolinea un aspetto importante, ossia la necessità di cambiare prospettiva. Gli organizzatori sono abituati a ragionare in termini macro: le fiere sono eventi collettivi, fatte di tante aziende, devono essere rappresentative del settore o di un suo segmento significativo, quindi può capitare che l’organizzatore perda di vista i bisogni del singolo interlocutore. I fornitori di servizi per eventi aziendali, invece, hanno una prospettiva micro, quella della singola azienda cliente e un maggiore focus sul cliente.

La sfida per MCH e per il settore fieristico in generale è quella di riuscire a conciliare le due visioni. Ci riusciremo?