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Amazon spaventa un po’ tutti: la distribuzione tradizionale ma anche i cosiddetti e-tailer specializzati, come ad esempio nel settore moda.

Un articolo di Pambianconews riporta i risultati della ricerca di Credit Suisse che analizza le performance dei 3 tre e-tailer leader (Asos, Zalando e Yoox Net-A-Porter) e, in parallelo, l’attività di Amazon nel settore: la creazione della sezione Amazon Fashion e la nascita di un team dedicato, con nomi di spessore, e di format originali. Insomma, sembra che il colosso di Seattle stia investendo in contenuti, oltre che in logistica, dove già può dire la sua e influenzare il mercato.

Cosa suggerisce Credit Suisse agli e-tailer? Di investire in partnership con eventi di settore, di creare app moda dedicate, investire sui brand propri e creare contenuti ad hoc per la moda.

Sembra che Zalando sia sulla buona strada: tanto per iniziare ha comprato Bread&Butter e l’ha rivoltata come un calzino, sembra anche con successo, poi ha lanciato una piattaforma che mette in contatto i brand che vogliono sviluppare campagne con influencer (ossia blogger), che vengono definiti “content creator”. Insomma Zalando non è più solo un intermediario tra chi vende e chi compra ma un creatore di contenuti, potenzialmente in grado di influenzare le tendenze.

La guerra del commercio online sembra senza esclusione di colpi e coinvolge inevitabilmente altri attori della filiera come le fiere: come reagire a queste incursioni nel campo dell’organizzazione di manifestazioni? Altri e-tailer seguiranno le orme di Zalando? Siamo pronti ad affrontare una concorrenza che si muove con logiche diverse da quelle a cui siamo abituati?

Se volete leggere la notizia sul sito Pambianco cliccate qui.

Inizia a settembre una nuova fase di Bread&Butter, la fiera di urbanwear e streetwear che negli ultimi mesi ha vissuto non poche peripezie e che è stata acquistata da Zalando, il gigante tedesco dell’e-commerce. Cambiano date (dal 2 al 4 settembre), sede (Arena Berlin) e visitatori (non più esclusivamente B2B ma B2C): i consumatori potranno acquistare in fiera i prodotti della collezione autunno/inverno e saranno parte di un evento che comprenderà anche show interattivi e performance musicali.

L’obiettivo dichiarato è coinvolgere i consumatori, invitandoli a far parte di un mondo da cui sono sempre stati esclusi: sembra un riferimento a quanto sta accadendo alle sfilate, che stanno rivedendo le tempistiche per ridurre il tradizionale divario tra presentazione delle collezioni e disponibilità nei negozi.

Al momento 25 marchi hanno aderito a Bread&Butter by Zalando: scopriremo nei prossimi mesi i risultati di questo cambiamento, intanto se volete potete trovare qui la dichiarazione degli organizzatori.

 

Il primo semestre 2014 segna un ulteriore passo in avanti per la fiducia delle imprese italiane del settore Moda e Arredamento che partecipano alle fiere di Fiera Milano di qualità di espositori.

I segnali positivi confermano un trend osservato già sul finire del 2013. Per entrambi i settori la fiducia continua a risalire portandosi nel primo semestre 2014 ai livelli precrisi. La fiducia è trainata dall’andamento molto positivo del livello di fatturato e del livello degli acquisti rilevato dalle aziende. In particolare si dichiarano fiduciose le aziende che hanno messo in atto strategie di backsourcing, confermando, forse solo indirettamente, quanto sia utile e attuale confrontarsi su questa tematica per ipotizzare strumenti efficaci di sostegno alle imprese.

La performance economica dell’azienda influenza positivamente anche la percezione del futuro del settore di appartenenza, infatti prevedono un deciso miglioramento del settore pari al 47% per l’arredamento e 26% per la moda. Tali valori diventano ancor più significativi se sommati con l’indicazione di stabilità che in questo preciso momento storico non può che essere interpretata positivamente (raggiungono rispettivamente il 96% e l’85%).

Gli espositori dei settori moda e arredamento hanno fiducia anche nella ripresa del nostro Paese? Su questo argomento si dichiarano molto più tiepidi. Solo il 24% delle aziende dell’arredamento e il 15% delle aziende della moda hanno una visione positiva dei prossimi mesi, sommando anche le indicazioni di stabilità si raggiunge rispettivamente l’80% e il 64%.