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Baselworld è sempre stata la fiera per il settore dell’orologeria e della gioielleria: i più importanti produttori spendevano milioni per essere presenti con stand scenografici, i visitatori accorrevano per vedere le ultime novità e fare acquisti, la fiera di Basilea chiamava gli architetti dello studio Herzog & de Meuron per ricostruire un padiglione che diventasse non solo la “casa” di Baselworld, ma un nuovo landmark della città.

E poi? Poi Baselworld ha iniziato a percorrere una strada in salita: un mercato in contrazione, imprevedibili comportamenti di acquisto, l’irrompere dell’online, una revisione drastica delle strategie di comunicazione e marketing delle aziende espositrici. Così gli organizzatori si sono ritrovati di fronte a un netto calo degli espositori (dimezzati nel giro di 2 edizioni). Perché? Alcuni preferiscono puntare su eventi aziendali per parlare con i propri distributori, e sull’online per entrare in contatto con il consumatore finale (Movado spendeva 10 milioni di dollari per partecipare a Baselworld, quest’anno ha organizzato un suo evento a Davos spendendo “solo” 2 milioni). Altri sostengono che Baselworld è troppo costosa e che gli ordini non si fanno più tra gli stand, a differenza di quello che avveniva in passato.

Altri non abbandonano lo strumento fiera in sé, semplicemente passano alla concorrenza. Nello specifico la concorrenza è rappresentata da SIHH, il Salone dell’Alta Orologeria di Ginevra, che però non è una vera e propria fiera, ma un grande evento corporate organizzato dal brand del lusso Richemont. Solo che ultimamente Richemont sta accogliendo alcuni transfughi di Baselworld, aziende che cercano una fiera con un posizionamento più chiaro, un pubblico di altissimo livello e super selezionato (si entra solo su invito), con un’apertura al pubblico generico per un solo giorno, mentre a Baselworld è sempre possibile accedere.

Per un racconto dettagliato consiglio la lettura di questo articolo.

Possiamo trarre spunti da quello che sta accadendo a Baselworld ? La nuova concorrenza, i diversi comportanti di acquisto, la disintermediazione guidata dall’online sono destinati a trasformare tutti noi? Ricordate Porter e le cinque forze competitive ? siamo nell’era dei nuovi entranti. Facciamocene una ragione.

Guardate la foto qui sotto

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Secondo voi dove è stata scattata? In uno shopping mall di gran lusso? All’interno di un resort a 5 stelle? O forse in un quartiere fieristico?

Se avete risposto quartiere fieristico avete indovinato! E’ stata scattata durante il SIHH, Salon International de la Haute Horlogerie che è in corso a Palexpo, la sede espositiva di Ginevra. Per 5 giorni una parte di Palexpo diventa off-limits per i comuni mortali e ospita 12.500 visitatori, rigorosamente invitati, chiamati a raccolta dai marchi dell’orologeria di altissima gamma, su una superficie di 30.000 metri quadrati. Se vi state chiedendo quanti possono essere gli espositori che occupano un’area di queste dimensioni la risposta è 16! Niente male vero?

Questa notizia esemplifica bene la duttilità delle fiere, perché è evidente che anche questa è una fiera: c’è un’associazione organizzatrice, uno spazio espositivo, delle aziende che presentano i prodotti e dei visitatori che vanno a vedere le novità. Le possibili declinazioni di queste variabili sono innumerevoli, così come i possibili esiti.