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UBM e Informa stanno pensando a una fusione, o meglio, Informa sta per fare un’offerta per acquisire UBM. La notizia è rimbalzata ieri sera, 16 gennaio, e se l’operazione andrà in porto cambierà lo scenario dei maggiori player fieristici internazionali: il nuovo gruppo balzerebbe al primo posto della classifica dei top player per fatturato, scalzando Reed Exhibitions. I dettagli dell’operazione non sono ancora stati comunicati ufficialmente.

UBM negli ultimi anni ha sviluppato una strategia Events First, che ha condotto al disinvestimento da business considerati poco rilevanti (sopratutto editoria) e a un focus sul settore live B2B: nel 2016 ad esempio ha acquisito uno dei maggiori organizzatori asiatici (AllWorld) e in precedenza aveva acquisito Advanstar, importante organizzatore di fiere negli Stati Uniti. Informa è un colosso multinazionale che si presenta come operatore della “Knowledge and Information Economy”: il suo portafoglio comprende editoria scientifica, banche dati, strumenti di intelligence e fiere, tanto che nel 2016 ha acquisito Penton per espandersi nel mercato statunitense.

Secondo le prime stime il nuovo gruppo avrebbe un valore di 9 miliardi di sterline. Per leggere l’articolo apparso su Exhibition world cliccate qui.

AMR International ha pubblicato pochi giorni fa la classifica dei primi 20 organizzatori di fiere al mondo in base al fatturato proforma 2016: Reed continua a mantenere la testa della classifica e UBM è al secondo posto ma la distanza tra i due si è ridotta sensibilmente: mentre Reed raggiunge 1,3 miliardi di dollari di fatturato, UBM supera la soglia di 1,1 miliardi di dollari (erano 964 nel 2015). Evidentemente la strategia “Events First” sta dando i suoi frutti.

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E a proposito di “Events First” e dell’obiettivo dichiarato di diventare il primo organizzatore di eventi B2B al mondo, è dello stesso giorno la notizia dell’acquisizione da parte di UBM di Allworld Exhibitions, organizzatore di fiere con una forte presenza in Asia (51 fiere e un fatturato di poco meno di 100 milioni di dollari). L’accordo è stato concluso alla cifra di 485 milioni di dollari.

C’è da aspettarsi un 2017 frizzante tra alleanze e acquisizioni? Vi terremo aggiornati, ma intanto se volete potete leggere su Exhibition World gli articoli sulla classifica dei top player e dell’acquisizione di Allworld.

 

I due più importanti organizzatori di fiere al mondo hanno comunicato i risultati di bilancio del 2014. L’intero gruppo Reed Elsevier, quindi non solo la divisione fieristica, ha chiuso il 2014 con un fatturato di 5.773 milioni di £ (7.159 milioni di €), che rappresenta una crescita del 3% dell’attività a tassi di cambio costanti ed escludendo gli effetti di acquisizioni e cessioni. Il dato riflette la crescita delle divisioni elettronica e face to face, che insieme rappresentano l’82% dei ricavi complessivi di Reed Elsevier, mentre la stampa continua a perdere terreno. L’utile del gruppo è stato pari a 1.739 milioni di £ (2.156 milioni di €), in crescita del 5%.

UBM nel 2014 ha fatturato 746,3 milioni di £, -6% se confrontato con il 2013, ma a parità di tassi di cambio e al netto degli effetti di acquisizioni e cessioni, consiste in una crescita del 3,6%. L’utile è stato pari a 179,8 milioni di £ (nel 2013 186,3 milioni di £; -3,5%). Continua a crescere il peso del portafoglio eventi, che ora rappresenta il 74% dell’utile del gruppo. Il dato riflette l’acquisizione di Advanstar, uno dei maggiori organizzatori di fiere negli Stati Uniti, completata nel dicembre 2014.

Se volete approfondire l’argomento potete leggere i comunicati stampa di Reed e UBM 

Il sito TSNN.com ha pubblicato una bella sintesi dell’attività fieristica statunitense per l’anno che si è appena concluso, ma non aspettatevi trend, statistiche, variazioni percentuali, almeno non questa volta.

Il resoconto suggerisce degli spunti di riflessione partendo da alcuni eventi del 2013: ad esempio, il lancio di fiere organizzate in collaborazione tra organizzatori e convention bureau (Houston e Boston) aprirà la strada a un nuovo ruolo dei convention bureau? Le acquisizioni si sono intensificate nel corso dell’anno, coinvolgendo in particolare le società di private equity: la tendenza continuerà anche nel 2014?

E poi ci sarebbe anche la rottura tra Reed Exhibitions e la National Shooting Sports Foundation (l’associazione dei produttori e distributori di armi da fuoco) per cui Reed organizzava da molto tempo The SHOT (Shooting, Hunting and Outdoor Trade) Show. Questo ci fa tornare alla mente una notizia analoga di qualche tempo fa, che vedeva SEMA, l’associazione dei produttori e distributori di componenti e accessori per personalizzare veicoli, interrompere il rapporto di lunga data con ConvExx, società specializzata in association management che organizzava SEMA Show. Due casi isolati o una nuova tendenza?

Il 2013 si è concluso con un’acquisizione per Reed Exhibitions: il più grande organizzatore di fiere al mondo, che nel 2012 ha superato la soglia del miliardo di euro di fatturato, ha acquisito Capsule, 12 fiere che si tengono a New York,  Las Vegas, Parigi e Berlino dedicate all’abbigliamento contemporary high end. Proprio Berlino ospita il primo appuntamento del 2014 di Capsule, dal 14 al 15 gennaio.

Sempre ad una nicchia si rivolge l’altra fiera di abbigliamento entrata nell’orbita Reed l’anno scorso, AGENDA: la manifestazione è focalizzata sullo streetwear e nell’edizione di Las Vegas si tiene proprio in contemporanea a Capsule.

 

Una fiera funziona quando è rappresentativa del settore, quando gli espositori presentano le novità in portafoglio e i visitatori convergono in un luogo fisico per vederle, toccarle, parlarne. Ma cosa succede quando il settore cambia? Quando le innovazioni ne modificano la struttura, quando nuovi pubblici entrano in gioco, quando gli influencer non sono gli stessi del passato?

Una fiera può reagire adeguandosi o, meglio ancora, può essere proattiva, ossia tracciare la strada, contribuire a creare contenuti (non solo a mostrarli), offrire piattaforme di cooperazione per sviluppare gli interessi comuni di quanti operano nel settore. Se accade questo una fiera diventa leader di pensiero, o thought leader come emerge dallo studio Delphi realizzato da UFI.

Penso che un esempio di leadership di pensiero nel settore fieristico sia BookExpo America, organizzata da Reed Exhibitions a New York. Se volete ascoltare dalla viva voce del suo direttore Steven Rosato le scelte fatte, non perdetevi l’appuntamento con il prossimo Exhibitionist: mercoledì 25 settembre alle 19.00, al MiCo (Milano Congressi). Per partecipare registratevi qui

Tra i sostenitori dell’incompatibilità tra fiere e web sicuramente NON c’è Reed MIDEM, che ha appena acquisito Le Web, la conferenza europea che attrae a Parigi un pubblico di imprenditori, innovatori, venture capital, investitori nel web. Reed Midem è la consociata francese di Reed Exhibitions.

Nata a Parigi nel 2004, da alcuni anni è stata creata un’edizione anche a Londra, mentre l’ultima edizione parigina ha attratto 3.500 partecipanti.

La cifra dell’accordo non è stata dichiarata ma vengono sottolineate le sinergie derivanti dall’acquisizione e Reed esprime chiaramente l’idea che gli obiettivi di entrambi collimano: “sviluppare eventi internazionali di alto profilo dove i partecipanti interagiscono, sviluppano relazioni, fanno affari, lanciano nuovi prodotti e scoprono le innovazioni.” E’ bello scoprire che, pur partendo da background diversi, 2 soggetti si pongono lo stesso obiettivo!

Certo Reed anche in passato aveva dato prova di non sottovalutare le realtà più innovative, come nel caso della convention dei blogger che a New York si tiene in contemporanea alla fiera dell’editoria organizzata da Reed.

Alzi la mano chi non ha visto almeno un fotogramma del lancio da 39.000 metri dell’austriaco Felix Baumgartner, dello scorso 14 ottobre: 52 milioni di visite solo durante l’evento….

Pochi giorni dopo è apparso un video che ha iniziato a diffondersi in modo virale e che ad oggi ha raggiunto 7 milioni di visualizzazioni: il video ricostruisce fedelmente la missione, ma invece di Baumgartner e della squadra ci sono dei Lego!

Alla fine si scopre che il video è lo spot pubblicitario della Model Maker Fair, la fiera di modellismo che si terrà a Vienna alla fine di ottobre, organizzata da Reed: creatività e tempismo, non c’è che dire!

 

Il 14 settembre inizieranno le trasmissioni di un nuovo canale televisivo online: Decisionmakers.tv.

Il progetto è una creatura del team di World Travel Market, fiera di turismo organizzata ogni anno a Londra da Reed Travel Exhibitions. WTM ha sempre incentrato la sua offerta sulla capacità di identificare le tendenze di mercato: la maggior parte dei seminari durante la fiera sono a pagamento (e costano anche parecchie sterline), WTM pubblica report sui trend del settore turistico, gli appuntamenti tra un’edizione e l’altra, usati per mantenere vivo l’interesse sulla fiera, pongono l’accento sulle prospettive del settore (non a caso si chiamano WTM Vision Conferences).

Ora si aggiunge un canale televisivo online che raccoglierà interviste e contributi dei leader del mercato turistico. Alla presentazione del progetto la responsabile marketing e comunicazione ha detto che l’iniziativa nasce per dare una risposta al mercato, alla necessità di avere nuovi contenuti con una maggiore frequenza, non legati a specifici eventi.

Sembra che oltre a Simon Parker di UBM anche altri organizzatori siano agnostici rispetto al formato con cui si erogano i contenuti….

Dal 4 al 6 settembre a Parigi si è tenuto il Global Event Summit. E’ un momento di confronto e networking organizzato dagli inglesi per gli inglesi. Tuttavia, alla terza edizione per di più questa volta sul continente, posso dire che l’evento è interessante per tutti gli operatori internazionali. D’altra parte essendo le multinazionali dell’organizzazione fieristica soprattutto inglesi –e olandesi- non c’è da stupirsi.

Quando avrò tempo mi toglierò lo sfizio di fare una ricerca storica sui legami del vecchio capitalismo mercantile dell’impero britannico e di quello anseatico del mare del nord …

Cosa si dice dalle parti di Reed, UBM, Clarion, …. ,a anche Comexposium (visto che eravamo a Parigi), Messe Frankfurt (e come possono mancare …) ? Al di là di interessanti case history e di modelli di business che funzionano o anche non funzionano, si parla di persone. Si parla di storie di uomini (e qualche donna) che hanno creato aziende e hanno vissuto avventure emozionanti, in paesi un tempo sconosciuti e oggi affermate realtà sui mercati mondiali. Ma si parla anche di uomini che oggi fanno business in paesi difficili con risultati eccezionali data la crisi –la Grecia (!), l’Ucraina- con grande dignità e senso del proprio luogo di appartenenza. Persone che si preoccupano di dare una continuità alle loro imprese, sia che si tratti di multinazionali che di piccole realtà. Un leit motive infatti era: dove prendete le persone ? come le fate crescere ? come  promuovere l’immagine della nostra industria nei confronti delle università e dei giovani più promettenti ?

Vi diamo appuntamento al prossimo post sui corsi di Accademia di Fiera Milano e a quelli sulle attività dell’UFI Education Committee