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Alzi la mano chi non ha visto almeno un fotogramma del lancio da 39.000 metri dell’austriaco Felix Baumgartner, dello scorso 14 ottobre: 52 milioni di visite solo durante l’evento….

Pochi giorni dopo è apparso un video che ha iniziato a diffondersi in modo virale e che ad oggi ha raggiunto 7 milioni di visualizzazioni: il video ricostruisce fedelmente la missione, ma invece di Baumgartner e della squadra ci sono dei Lego!

Alla fine si scopre che il video è lo spot pubblicitario della Model Maker Fair, la fiera di modellismo che si terrà a Vienna alla fine di ottobre, organizzata da Reed: creatività e tempismo, non c’è che dire!

 

Il 14 settembre inizieranno le trasmissioni di un nuovo canale televisivo online: Decisionmakers.tv.

Il progetto è una creatura del team di World Travel Market, fiera di turismo organizzata ogni anno a Londra da Reed Travel Exhibitions. WTM ha sempre incentrato la sua offerta sulla capacità di identificare le tendenze di mercato: la maggior parte dei seminari durante la fiera sono a pagamento (e costano anche parecchie sterline), WTM pubblica report sui trend del settore turistico, gli appuntamenti tra un’edizione e l’altra, usati per mantenere vivo l’interesse sulla fiera, pongono l’accento sulle prospettive del settore (non a caso si chiamano WTM Vision Conferences).

Ora si aggiunge un canale televisivo online che raccoglierà interviste e contributi dei leader del mercato turistico. Alla presentazione del progetto la responsabile marketing e comunicazione ha detto che l’iniziativa nasce per dare una risposta al mercato, alla necessità di avere nuovi contenuti con una maggiore frequenza, non legati a specifici eventi.

Sembra che oltre a Simon Parker di UBM anche altri organizzatori siano agnostici rispetto al formato con cui si erogano i contenuti….

Dal 4 al 6 settembre a Parigi si è tenuto il Global Event Summit. E’ un momento di confronto e networking organizzato dagli inglesi per gli inglesi. Tuttavia, alla terza edizione per di più questa volta sul continente, posso dire che l’evento è interessante per tutti gli operatori internazionali. D’altra parte essendo le multinazionali dell’organizzazione fieristica soprattutto inglesi –e olandesi- non c’è da stupirsi.

Quando avrò tempo mi toglierò lo sfizio di fare una ricerca storica sui legami del vecchio capitalismo mercantile dell’impero britannico e di quello anseatico del mare del nord …

Cosa si dice dalle parti di Reed, UBM, Clarion, …. ,a anche Comexposium (visto che eravamo a Parigi), Messe Frankfurt (e come possono mancare …) ? Al di là di interessanti case history e di modelli di business che funzionano o anche non funzionano, si parla di persone. Si parla di storie di uomini (e qualche donna) che hanno creato aziende e hanno vissuto avventure emozionanti, in paesi un tempo sconosciuti e oggi affermate realtà sui mercati mondiali. Ma si parla anche di uomini che oggi fanno business in paesi difficili con risultati eccezionali data la crisi –la Grecia (!), l’Ucraina- con grande dignità e senso del proprio luogo di appartenenza. Persone che si preoccupano di dare una continuità alle loro imprese, sia che si tratti di multinazionali che di piccole realtà. Un leit motive infatti era: dove prendete le persone ? come le fate crescere ? come  promuovere l’immagine della nostra industria nei confronti delle università e dei giovani più promettenti ?

Vi diamo appuntamento al prossimo post sui corsi di Accademia di Fiera Milano e a quelli sulle attività dell’UFI Education Committee

Nelle ultime settimane sono uscite un pò di notizie riguardanti i dati di bilancio di grandi operatori fieristici. I quartieri fieristici tedeschi hanno pubblicato i bilanci relativi al 2011: la Fiera di Francoforte ha chiuso l’anno con un fatturato record di 467,5 milioni €, generati da 100 fiere in Germania e all’estero, che hanno attratto 3,4 milioni di visitatori e poco meno di 70.000 espositori. Le 63 fiere organizzate all’estero hanno generato una parte consistente del fatturato (28,3%) e tra esse spicca l’Asia, dato che più dell’80% dei ricavi esteri derivano dalla consociata asiatica.

Anche la Fiera di Monaco ha annunciato risultati positivi: il fatturato del gruppo nel 2011 è stato pari a 222,5 milioni € e, secondo quanto dichiarato, espositori e visitatori sono cresciuti rispettivamente del 5 e del 9%. Per la prima volta da quando è stato inaugurato il nuovo quartiere la Fiera di Monaco ha generato utili in un anno in cui non era in calendario BAUMA, la loro fiera di edilizia.

Reed Exhibitions e UBM hanno pubblicato i dati del primo semestre 2012: entrambi hanno registrato tassi di crescita a 2 cifre. La divisione eventi di UBM ha riportato un fatturato di circa 300 milioni € nei primi 6 mesi del 2012 (+31,6%), di cui il 31% proveniente dai mercati emergenti. Gli eventi organizzati sono stati 225, di cui 170 fiere.

Reed Exhibitions ha registrato un fatturato di circa 620 milioni € nei primi sei mesi del 2012 (+32%). Ancora una volta i mercati emergenti (e gli Stati Uniti in questo caso), sono indicati come propulsori della crescita, guidata da un mix tra lanci di nuove fiere (15) e una politica selettiva di acquisizioni di piccole dimensioni.

 

Il vice presidente esecutivo di Reed Exhibitions per il Nord America ha annunciato durante l’ultimo Exhibition and Convention Executives Forum di Washington un cambio radicale delle politiche di pricing nel mercato statunitense: il prezzo degli stand sarà funzione di una serie di variabili quali la posizione dello stand, le caratteristiche, il tempo.

L’elemento chiave attorno a cui ruota il nuovo modello è la consapevolezza che il prezzo che siamo disposti a pagare è funzione del valore che attribuiamo ad un prodotto: alcuni espositori vorranno essere al centro dei padiglioni, altri preferiranno posizionarsi accanto alle aree ristoro (o altri poli di attrazione, magari altri espositori…), alcuni vorranno risparmiare prenotando in anticipo, altri sceglieranno di affittare grandi spazi. Secondo quanto riporta Reed i risultati sono positivi: fedeltà dei clienti e ricavi sono cresciuti e la soddisfazione degli espositori è migliorata.

Questa strategia si colloca in un contesto di ripensamento dell’approccio fieristico tradizionale, come testimoniano esperti del settore e il recente UFI European Seminar di Amburgo, incentrato sui cambiamenti delle aspettative dei clienti. Se altri settori hanno giocato sulla leva del prezzo connesso al valore percepito, anche il settore fieristico evolverà verso una definizione non standard del prezzo al metro quadro? Quali saranno le implicazioni?

 

Quali strade percorrono gli organizzatori per adattarsi al cambiamento? Reed Exhibitions, un colosso presente in 39 Paesi, con un portafoglio di 500 fiere in 44 settori produttivi, conosciuto soprattutto per le fiere B2B, sta sperimentando alcune interessanti contaminazioni.

E’ di qualche tempo fa la notizia dell’acquisizione da parte di Reed della Book Blogger Convention: la convention, della durata di un giorno, si è tenuta durante BookExpo America, nella stessa sede, e ha consentito sia di integrare l’offerta di contenuti della fiera, che di attirare nuovi visitatori alla manifestazione.

Il fronte B2C sembra ancora più orientato alla sperimentazione: ReedPOP, che organizza fiere per il grande pubblico e che già del sito mira a mostrare un’immagine molto meno formale rispetto a quella della casa madre, ha annunciato che a partire da questa edizione il New York Anime Festival, che la stessa Reed organizza dal 2007, diventerà parte integrante di Comic Con New York, fiera per appassionati di fumetti.

Anche se le soluzioni adottate non sono universalmente valide per tutti i settori, quello che sembra accomunare queste due notizie è la ricerca di canali nuovi, nuove forme di comunicazione di creazione di contenuto, il dialogo con pubblici che fino a qualche anno fa nemmeno esistevano.

La newsletter Exhibition Pilot riporta i dati preliminari di chiusura per il 2011 dei maggiori player fieristici.

La Fiera di Francoforte riporta risultati record (€457 milioni, il 28% dei quali dall’estero) e prevede per il 2012 di superare la soglia dei 500 milioni €. UBM stima per il 2011 un fatturato di €470 milioni e nel 2012 secondo le previsioni crescerà a €503 milioni.

Il fatturato 2011 di Reed e GL Events, primi 2 in classifica, si prevede in un range che varia tra €770 e €790 milioni: se i risultati finali confermeranno il calo del 3% del primo semestre (Reed) e la crescita dell’8% dei primi 9 mesi (GL), diminuirà la distanza tra i 2 maggiori player di settore