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Vi ricordate BookExpo America, la fiera che avvicina community reali e virtuali di cui abbiamo parlato durante l’incontro del 25 settembre di Exhibitionist? Ecco, oggi vi aggiorniamo su un’altra iniziativa di apertura verso nuove community, questa volta però solo reali.

BookExpo America e l’American Booksellers Association hanno annunciato una collaborazione con la Toy Industry Association (TIA), che organizza la American International Toy Fair, per promuovere le due fiere presso i rispettivi pubblici. Concretamente le iniziative si tradurranno in campagne pubblicitarie, di direct mailing e condizioni agevolate per l’ingresso alle rispettive fiere.

Chi beneficerà di questa iniziativa? Sicuramente i visitatori: i negozi di giocattoli offrono quasi sempre una selezione di libri per bambini così come le librerie affiancano ai libri un’offerta di giocattoli. Questa collaborazione quindi formalizza ciò che già un bisogno del visitatore.

Ma da questa operazione beneficeranno anche gli organizzatori delle due fiere, che avranno la possibilità di ampliare la base dei visitatori e gli espositori, che avranno accesso ad un pubblico interessato ai loro prodotti.

Insomma, si potrebbe definire una strategia win-win, in cui la collaborazione genera vantaggi per tutti i soggetti coinvolti.

Una fiera funziona quando è rappresentativa del settore, quando gli espositori presentano le novità in portafoglio e i visitatori convergono in un luogo fisico per vederle, toccarle, parlarne. Ma cosa succede quando il settore cambia? Quando le innovazioni ne modificano la struttura, quando nuovi pubblici entrano in gioco, quando gli influencer non sono gli stessi del passato?

Una fiera può reagire adeguandosi o, meglio ancora, può essere proattiva, ossia tracciare la strada, contribuire a creare contenuti (non solo a mostrarli), offrire piattaforme di cooperazione per sviluppare gli interessi comuni di quanti operano nel settore. Se accade questo una fiera diventa leader di pensiero, o thought leader come emerge dallo studio Delphi realizzato da UFI.

Penso che un esempio di leadership di pensiero nel settore fieristico sia BookExpo America, organizzata da Reed Exhibitions a New York. Se volete ascoltare dalla viva voce del suo direttore Steven Rosato le scelte fatte, non perdetevi l’appuntamento con il prossimo Exhibitionist: mercoledì 25 settembre alle 19.00, al MiCo (Milano Congressi). Per partecipare registratevi qui

Exhibitionist  torna con 3 nuovi appuntamenti, idealmente legati da un filo rosso.

Il 20 marzo ripartiamo con Andrea Fontana, presidente dell’Osservatorio Italiano di Corporate Storytelling dell’Università degli Studi di Pavia nell’incontro Storytelling: l’organizzatore di fiere come narratore di business communities.

L’8 maggio Alberto Cairo, guru dell’infografica e docente della University of Miami School of Communication, ci introdurrà al tema dell’infografica e alle sue potenzialità nell’appuntamento dell’8 maggio, dal titolo Functional art: infografica per visualizzare l’economia.

Infine  i25 settembre, durante Le fiere come ponte tra community reali e virtuali:  il caso di BookExpo America ascolteremo Steven Rosato, direttore della più importante fiera di editoria sul territorio statunitense.

Per registrarvi all’incontro del 20 marzo cliccate QUI