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AMR International ha pubblicato pochi giorni fa la classifica dei primi 20 organizzatori di fiere al mondo in base al fatturato proforma 2016: Reed continua a mantenere la testa della classifica e UBM è al secondo posto ma la distanza tra i due si è ridotta sensibilmente: mentre Reed raggiunge 1,3 miliardi di dollari di fatturato, UBM supera la soglia di 1,1 miliardi di dollari (erano 964 nel 2015). Evidentemente la strategia “Events First” sta dando i suoi frutti.

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E a proposito di “Events First” e dell’obiettivo dichiarato di diventare il primo organizzatore di eventi B2B al mondo, è dello stesso giorno la notizia dell’acquisizione da parte di UBM di Allworld Exhibitions, organizzatore di fiere con una forte presenza in Asia (51 fiere e un fatturato di poco meno di 100 milioni di dollari). L’accordo è stato concluso alla cifra di 485 milioni di dollari.

C’è da aspettarsi un 2017 frizzante tra alleanze e acquisizioni? Vi terremo aggiornati, ma intanto se volete potete leggere su Exhibition World gli articoli sulla classifica dei top player e dell’acquisizione di Allworld.

 

La testata Exhibition World ospita la rubrica Dealmakers, che fa il punto sulle attività di fusione e acquisizione nel settore fieristico. In questo numero è dedicato molto spazio a UBM, che ha da poco completato la vendita di PR Newswire (servizi di creazione e diffusione di contenuti stampa) per concentrarsi sulla strategia “Events first” , che punta a trasformare UBM nel “maggiore organizzatore di eventi B2B al mondo”. UBM è protagonista anche di una collaborazione con Alibaba, in una prospettiva di crescente integrazione tra online e offline.

Nel 2015 le acquisizioni sono calate rispetto al 2014 (60 contro le 75 dell’anno precedente): Cina, Messico, India e Turchia sono le nazioni che hanno registrato cali più significativi. Il calo delle acquisizioni in Cina è frutto di un mix di cause che comprendono il rallentamento economico, le tensioni generate dal ruolo di primo piano del China Foreign Trade Center e le aspettative molto alte sui valori dei deal. Gli Stati Uniti invece hanno mostrato una tendenza alla crescita,trainata dalla ripresa del mercato e dal ruolo attivo dei private equity.

Potete leggere tutto l’articolo qui.

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I due più importanti organizzatori di fiere al mondo hanno comunicato i risultati di bilancio del 2014. L’intero gruppo Reed Elsevier, quindi non solo la divisione fieristica, ha chiuso il 2014 con un fatturato di 5.773 milioni di £ (7.159 milioni di €), che rappresenta una crescita del 3% dell’attività a tassi di cambio costanti ed escludendo gli effetti di acquisizioni e cessioni. Il dato riflette la crescita delle divisioni elettronica e face to face, che insieme rappresentano l’82% dei ricavi complessivi di Reed Elsevier, mentre la stampa continua a perdere terreno. L’utile del gruppo è stato pari a 1.739 milioni di £ (2.156 milioni di €), in crescita del 5%.

UBM nel 2014 ha fatturato 746,3 milioni di £, -6% se confrontato con il 2013, ma a parità di tassi di cambio e al netto degli effetti di acquisizioni e cessioni, consiste in una crescita del 3,6%. L’utile è stato pari a 179,8 milioni di £ (nel 2013 186,3 milioni di £; -3,5%). Continua a crescere il peso del portafoglio eventi, che ora rappresenta il 74% dell’utile del gruppo. Il dato riflette l’acquisizione di Advanstar, uno dei maggiori organizzatori di fiere negli Stati Uniti, completata nel dicembre 2014.

Se volete approfondire l’argomento potete leggere i comunicati stampa di Reed e UBM 

UBM Tech, parte del colosso multinazionale UBM, sta ristrutturando il suo portafoglio prodotti: dopo avere abbandonato il segmento dell’editoria tradizionale ha deciso di puntare su digitale e face to face.

E’ nato così il nuovo sito EETimes.com, rivoluzionato nella grafica e nei contenuti: più coinvolgimento della community, i contributi dei blogger hanno pari dignità rispetto a quelli della redazione, enfasi sullo scambio di informazioni, insomma UBM ha più un ruolo di moderatore che di editore.

L’obiettivo? Coinvolgere, suscitare interesse, accelerare la condivisione di conoscenza tacita (citata anche dal keynote speker dell’ultimo UFI Open Seminar in Europe, Kjell Nordström) sia online che durante gli eventi.

Interessante, ma pensandoci bene, non è forse quello che gli organizzatori di fiere fanno da sempre? Non è forse vero che nelle fiere di fatto i protagonisti sono espositori e visitatori e che l’organizzatore dà loro voce e svolge un ruolo di moderatore? In un mondo in trasformazione avere nel dna questa capacità potrebbe rappresentare un bel vantaggio

 

Il numero del 26 settembre di m+a – UFI Exhibition Newsletter riporta la notizia di un doppio appuntamento dedicato alla gioielleria a Singapore.

Nel 2013 infatti il Marina Bay Sands dal 4 al 7 luglio ospiterà la SIJS-Singapore International Jewellery Show, organizzata dal 2005 da  CEMS, Conference & Exhibition Management Services e per la quale gli organizzatori prevedono 190 espositori e 16.000 visitatori, sia B2B che B2C.

Dal 12 al 15 ottobre, invece, le porte del Marina Bay Sands si apriranno per accogliere la prima edizione di Singapore Jewellery & Gem Fair, organizzata da UBM e aperta al solo pubblico B2B. UBM aggiunge quindi un nuovo evento al suo ricco portafoglio di fiere di gioielleria, organizzate a Hong Kong, in Cina, Turchia, India e Giappone.

Entrambe le fiere saranno supportate dalla stessa associazione di settore e dalla Borsa dei diamanti di Singapore.

Dal 4 al 6 settembre a Parigi si è tenuto il Global Event Summit. E’ un momento di confronto e networking organizzato dagli inglesi per gli inglesi. Tuttavia, alla terza edizione per di più questa volta sul continente, posso dire che l’evento è interessante per tutti gli operatori internazionali. D’altra parte essendo le multinazionali dell’organizzazione fieristica soprattutto inglesi –e olandesi- non c’è da stupirsi.

Quando avrò tempo mi toglierò lo sfizio di fare una ricerca storica sui legami del vecchio capitalismo mercantile dell’impero britannico e di quello anseatico del mare del nord …

Cosa si dice dalle parti di Reed, UBM, Clarion, …. ,a anche Comexposium (visto che eravamo a Parigi), Messe Frankfurt (e come possono mancare …) ? Al di là di interessanti case history e di modelli di business che funzionano o anche non funzionano, si parla di persone. Si parla di storie di uomini (e qualche donna) che hanno creato aziende e hanno vissuto avventure emozionanti, in paesi un tempo sconosciuti e oggi affermate realtà sui mercati mondiali. Ma si parla anche di uomini che oggi fanno business in paesi difficili con risultati eccezionali data la crisi –la Grecia (!), l’Ucraina- con grande dignità e senso del proprio luogo di appartenenza. Persone che si preoccupano di dare una continuità alle loro imprese, sia che si tratti di multinazionali che di piccole realtà. Un leit motive infatti era: dove prendete le persone ? come le fate crescere ? come  promuovere l’immagine della nostra industria nei confronti delle università e dei giovani più promettenti ?

Vi diamo appuntamento al prossimo post sui corsi di Accademia di Fiera Milano e a quelli sulle attività dell’UFI Education Committee

Nelle ultime settimane sono uscite un pò di notizie riguardanti i dati di bilancio di grandi operatori fieristici. I quartieri fieristici tedeschi hanno pubblicato i bilanci relativi al 2011: la Fiera di Francoforte ha chiuso l’anno con un fatturato record di 467,5 milioni €, generati da 100 fiere in Germania e all’estero, che hanno attratto 3,4 milioni di visitatori e poco meno di 70.000 espositori. Le 63 fiere organizzate all’estero hanno generato una parte consistente del fatturato (28,3%) e tra esse spicca l’Asia, dato che più dell’80% dei ricavi esteri derivano dalla consociata asiatica.

Anche la Fiera di Monaco ha annunciato risultati positivi: il fatturato del gruppo nel 2011 è stato pari a 222,5 milioni € e, secondo quanto dichiarato, espositori e visitatori sono cresciuti rispettivamente del 5 e del 9%. Per la prima volta da quando è stato inaugurato il nuovo quartiere la Fiera di Monaco ha generato utili in un anno in cui non era in calendario BAUMA, la loro fiera di edilizia.

Reed Exhibitions e UBM hanno pubblicato i dati del primo semestre 2012: entrambi hanno registrato tassi di crescita a 2 cifre. La divisione eventi di UBM ha riportato un fatturato di circa 300 milioni € nei primi 6 mesi del 2012 (+31,6%), di cui il 31% proveniente dai mercati emergenti. Gli eventi organizzati sono stati 225, di cui 170 fiere.

Reed Exhibitions ha registrato un fatturato di circa 620 milioni € nei primi sei mesi del 2012 (+32%). Ancora una volta i mercati emergenti (e gli Stati Uniti in questo caso), sono indicati come propulsori della crescita, guidata da un mix tra lanci di nuove fiere (15) e una politica selettiva di acquisizioni di piccole dimensioni.